LA CONFERENZA
Obiettivo Europa e formula 6+6: l’OJM verso la nuova stagione
Kastritis, Sogolow e Horowitz dopo il nono posto conquistato nella regular season. Si guarda al futuro
Ioannis Kastritis, Zach Sogolow e Maksim Horowitz tirano le somme della stagione 2025/26 e danno le linee guida per la Varese che verrà, con il ritorno in Europa (da capire in quale competizione) come certezza acquisita grazie al nono posto. Una disamina ampia partendo dall’andamento dell’annata conclusa da parte di Horowitz, che auspica ulteriori progressi rispetto ai playoff sfiorati. «Siamo orgogliosi della nostra staigone, non è finita come volevamo ma abbiamo fatto un passo avanti dal dodicesimo al nono posto. Lo abbiamo detto ai giocatori e allo staff al completo. Siamo partiti male ma con i correttivi abbiamo trovato il sentiero giusto; non abbiamo sfruttato alcune opportunità per il salto di qualità, vedi la sconfitta di Treviso che ci ha tolto le Final Eight, e quella di Bologna per i playoff. È mancato il risultato, ci siamo andati vicini, ma non è abbastanza: vogliamo di più per la città e i tifosi».
In ottica futura Sogolow riflette sulle scelte di mercato a livello tecnico, partendo dalla necessità di essere più impattanti a rimbalzo: «Tutte le squadre fanno scommesse in funzione del loro budget. Sull’assetto della squadra è stata una scelta fatta con coach Kastritis relativamente allo stile di gioco. In fase di impostazione delle strategie di mercato abbiamo parlato di trovare più supporto nell’area dei lunghi per avere più impatto a rimbalzo, ma con elementi adatti allo stile difensivo del coach. Se nella sua carriera ha impostato questo modo di difendere basato sui cambi e sull’aggressività, dobbiamo avere fiducia nelle sue idee e proseguiremo con la stessa filosofia di mercato».
Horowitz certifica il nuovo format iniziando subito con sei stranieri anche nell’ottica di disputare una coppa europea: «Vogliamo iniziare con il 6+6; visto che è quasi sicuro che giocheremo in una coppa europea. Dobbiamo capire se sarà Champions League o FIBA Europe Cup, attendendo indicazioni. Ci sono cose che ci sono piaciute quest’anno, e altre su cui dovremo lavorare, a partire dai rimbalzi; Kastritis ha una mentalità aperta, cercheremo giocatori per farci migliorare».
Il tecnico greco risponde alla domanda su Allerik Freeman e sulla sua conferma in organico fino al termine della stagione: «Capisco che con il 6+6 possa essere sembrato un lusso, ma non è il nostro modo di fare le cose. La squadra è un organismo unico che lavora e si evolve. Lui ha lavorato duramente per recuperare dall’infortunio, dopo la seconda finestra FIBA la chimica di squadra era ottimale e abbiamo ritenuto che la solidità del gruppo avrebbe potuto renderci competitivi per i playoff. Per me il gruppo è fondamentale: Allerik è stato super professionale, il suo contributo in allenamento e fuori dal campo è stato eccellente, ed è cresciuto stabilmente nel corso della stagione. Ma non è stata quella la chiave della stagione: vincendo a Trieste saremmo stati settimi, e saremmo qui a parlare di playoff raggiunti con Freeman. Bisogna guardare il quadro generale e le buone cose che abbiamo fatto. Certo abbiamo commesso anche errori, ed è per questo che siamo qui oggi a commentare la stagione finita».
Sogolow rimanda la decisione su Nate Renfro, l’unico giocatore del roster che ha contratto con uscita in favore della società: «Prenderemo la decisione nella tempistica necessaria. Siamo contenti del lavoro che ha fatto, ne abbiamo parlato con lui nel colloquio di uscita, con l’obiettivo di gestire meglio i falli, che sono però fisiologici in questo stile di gioco aggressivo. Vedremo con il tempo».
Horowitz fotografa la situazione del mercato italiano a partire da Librizzi e Alviti: «Non possiamo aspettare per tanto tempo la sua decisione; è una scelta importante, vogliamo supportarlo ma se ha altre opzioni per la prossima stagione dobbiamo saperlo in fretta. Su Alviti rimaniamo positivi: è un giocatore di talento, è cresciuto molto in questi due anni. Stiamo facendo valutazioni reciproche ma stiamo parlando da mesi con il giocatore e l’agente; c’è consapevolezza su quello che possiamo offrire e di quello che ci può offrire lui. Su altri giocatori italiani stiamo ragionando da tempo col coach; dovremo almeno avere 4 italiani che giocano, aggiungo anche Ladurner che per noi ha un valore alto. Non abbiamo ancora preso una decisione ma lo consideriamo».
Kastritis sottolinea invece l’efficacia del processo decisionale della società per compiere un passo alla volta verso i piani alti. «Mi piace che ci sia tanta partecipazione e tanta preoccupazione perché dimostra quanta passione ci sia attorno alla Pall.Varese. Questa squadra è in buonissima mani dal punto di vista della proprietà e della sua dirigenza; le cose che ho potuto apprezzare è che tutto viene fatto con grande conoscenza del mondo sportivo ed economico. E soprattutto viene fatto passo dopo passo: non è questione di quanto si spende, sto parlando delle decisioni prese giorno dopo giorno che stanno andando nella direzione giusta. Se non hai un budget enorme devi essere intelligente per allocare al meglio le risorse».
Il tecnico greco evidenzia anche la necessità di un ulteriore passo avanti in vista del ritorno in Europa: «L’anno prossimo giocheremo due competizioni, vogliamo essere competitivi in entrambe e cercheremo di migliorare i risultati della stagione precedente. State certi che ciascuno di noi vuole rendere migliore la squadra e l’annata, a partire da proprietà e sponsor. Non avremo un super team perfetto, ma saremo meglio di quest’anno. Il piano è a lungo termine ma vogliamo crescere».
Il coach greco ribadisce l’importanza del percorso di crescita fuori dal campo per ottenere risultati: «Tre anni non sono sufficienti per quello che vogliamo costruire, ma stiamo andando nella direzione giusta. Ma non è importante quanti soldi avremo. Senza struttura e senza cultura del lavoro nulla funziona: sono cose molto più importanti del valore economico. I tifosi dormano tranquilli: qui ci sarà sempre gente che lavora per proseguire nel fare i passi nella direzione giusta per crescere nei prossimi anni, sperando di rendere tutti orgogliosi».
Sogolow fa anche il punto sul fronte budget che potrebbe evolversi in maniera anche importante a seconda degli sviluppi sul fronte NBA Europe: «Stiamo lavorando ogni giorno per aumentare il budget, poi ci sono tante altre cose che stanno accadendo nel mondo del basket europeo. Al momento dobbiamo considerare più di una, magari anche 3 o 4, possibilità diverse; sul mercato italiano dovremo prendere ora i giocatori giusti, adattandoci poi alle realtà che si svilupperanno. Questo riduce un po’ giocatori disponibili ma c’è tempo per recuperare; il mercato straniero parte più tardi e ci sarà possibilità di adeguarci a quale realtà si materializzerà tra quelle che stiamo considerando».
Horowitz aggiunge un aspetto importante sul ritorno in Europa: «La coppa ci aiuterà molto: i giocatori lo valutano tantissimo, è la prima domanda che ci fanno sul mercato. Stiamo diventando un’opportunità più interessante, meglio se in BCL, ma anche in FIBA Europe Cup. Come ha detto più volte coach Kastritis, in questo momento di basket è più positivo giocare in Europa».
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