MILANO-CORTINA
Olimpiadi, bronzo di Lorello: festa a Rho
Pattinaggio, cresciuto e tesserato nello Skating, trionfa in casa. Il papà allenatore, le radici mai dimenticate: ha centrato una grandissima impresa
«Per concretizzare il sogno bisogna ancora qualificarsi e quindi bisogna tener duro e i denti stretti». Così diceva Riccardo Lorello, classe 2002, esattamente un anno prima di salire sul podio delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina con al collo la medaglia di bronzo guadagnata grazie al suo tempo di 6’09”22 nei 5.000 metri di speed skating maschile, conquistata proprio in quella Rho che per lui, tesserato Skating Rho, è la sua casa sportiva.
«Davanti alla mia famiglia e ai miei amici c'è ancora più gusto» sorride, lui che è cresciuto sulle rotelle allenato da papà Adriano. Si può dire che Riccardo abbia saputo tener duro e soprattutto tenere gli occhi sull’obbiettivo, ma questa è sempre stata una costante nella sua vita umana e sportiva.
La carriera di Lorello inizia, da piccolissimo, sui pattini a rotelle. Figura fondamentale in questa prima parte della sua carriera è il papà Adriano, anche lui appassionato di pattinaggio nonché suo primo allenatore.
La svolta avviene col Covid quando, impossibilitato ad allenarsi per via della “zona rossa” e in didattica a distanza, Lorello decide di andare in Trentino con un amico ad allenarsi, e si innamora definitivamente del ghiaccio, complice anche la possibilità di poter trasformare questa passione in una carriera, cosa molto più difficile coi rollerblade.
Inizia così un percorso fatto di soddisfazioni ma anche tanti sacrifici: «Questi sono sport, a partire dal pattinaggio a rotelle, molto impegnativi da sostenere, con trasferte lunghe e viaggi importanti – spiega Lorenzo Venturino, presidente della ASD Skating Rho dove Riccardo è tesserato e dove il padre Adriano oggi allena, aggiungendo - Anche nel ghiaccio, di piste lunghe, con anelli da 400 metri, in Italia ce ne sono due, a Baselga di Piné sopra a Trento mentre l’altra è sopra Bolzano - aggiunge - Un atleta delle nostre parti che fa ghiaccio, dove la tecnica ha un peso specifico enorme e quindi devi pattinare tanto sul ghiaccio, deve fare avanti e indietro da questi posti ogni week-end».
Questi allenamenti e una vita “quasi monastica”, parole di Venturino, portano però frutti: arruolato nell’esercito per potersi dedicare con costanza allo sport, Lorello conquista l’argento nei campionati europei di pattinaggio di velocità a gennaio 2026 e poi la qualifica alle olimpiadi proprio in quel Milano Speed Skating Stadium dove ha vinto la sua prima medaglia olimpica. Il tutto senza trascurare gli studi universitari in scienze dei servizi giuridici.
«Cerco di non fare piani a lunghissimo termine - aveva confessato Lorello durante una visita al municipio rhodense, dimostrando però tutta la sua ambizione a livello olimpico - Il sogno sarebbe competere in tre Olimpiadi, e raggiungere l’apice intorno ai 32 anni». Meno una quindi, ma riuscirà a qualificarsi per le altre due? «Sì, lui è un ragazzo di 23 anni già a questo livello in uno sport dove la Lollobrigida ha vinto l’oro a 35, le prospettiva ci sono tutte» - è la risposta.
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