ROMA
Onde gravitazionali, 10 anni dopo si guarda all'Einstein Telescope
(ANSA) - ROMA, 11 FEB - Un annuncio clamoroso, che in un
attimo ha fatto il giro del mondo: l'11 febbraio di dieci anni
fa i fisici condividevano quello che avevano definito un
'cinguettio' e che era il primo segnale al mondo di un'onda
gravitazionale. E poiché quella vibrazione dello spaziotempo era
stata innescata dalla collisione di due buchi neri, si
annunciava anche la prima prova dell'esistenza di queste enormi
e misteriose strutture cosmiche.
Da allora sono stati rilevati molti altri segnali e adesso
la scommessa è guardare ancora più lontano. Il nuovo sogno è
riuscire a conoscere l'universo com'era in un passato
lontanissimo, il più possibile vicino al momento del Big Bang
dal quale ha avuto inizio, e lo strumento più potente è un
rivelatore di nuova generazione come l'Einstein Telescope che
l'Italia si è candidata a ospitare in Sardegna, a Sos Enattos,
nel nuorese.
L'annuncio di dieci fa era stato dato a Cascina, la località
vicino Pisa dove si trova il rivelatore Virgo, che fa capo allo
European Gravitational Observatory (Ego), fondato e finanziato
da Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Consiglio
nazionale delle ricerche francese (Cnrs). Era avvenuto in
collegamento con Washington, dove si trovavano i ricercatori che
lavoravano all'altro grande rivelatore che aveva visto i
segnali, Ligo. Era il primo sguardo su un universo invisibile,
diverso da quello fatto di luci e colori che eravamo abituati a
conoscere.
Il segnale era stato catturato il 14 settembre e ricevuto
nel centro di calcolo che si trova in Europa, ad Hannover. Era
la conferma di quanto Albert Einstein aveva previsto nella sua
teoria della relatività ed era nato il nuovo campo di ricerca
dell'astronomia gravitazionale. (ANSA).
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