ROMA
Patty Pravo, porto il mio album nei musei, siamo tutti Opere d'arte
(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 16 FEB - Magnetica, gioiosa, con lo sguardo
puntato al futuro. Patty Pravo, 60 anni di carriera folgorante
tra anticonformismo e provocazioni e centoventi milioni di
dischi venduti, non è affatto doma e si prepara al suo
undicesimo Sanremo e all'uscita del 29/o album con un'energia
invidiabile nonostante la sua fittissima agenda di impegni pre
Sanremo. "Davvero terribile, mia cara, - ammette ridendo
nell'intervista all'ANSA - ma faccio quello che mi piace e non
mi annoio".
Certo il festival non le mette ansia anzi: "C'è un
palcoscenico dove tutti si possono esibire, questo mi fa piacere
no? Cosa c'è di meglio?". E lei che ha incantato l'Ariston non
solo con una delle più belle canzoni di sempre ("Dimmi che non
vuoi morire" composta da Roberto Ferri e Gaetano Curreri e
scritta da Vasco Rossi) ma anche con una delle mise più
indimenticabili (il vestito da gheisha firmato Versace) già ha
studiato nel dettaglio i suoi look: "Ho degli abiti che sono
stati fatti da Simone Folco, che mi veste ormai da tanto tempo,
hanno molti splendidi ricami, quindi spero che piaceranno!".
All'Ariston arriva con Opera, brano scritto per lei da
Giovanni Caccamo che dà il titolo al nuovo progetto in uscita il
6 marzo ed un messaggio potente per tutti. "Una canzone che è
nata da un sogno. Siamo tutti un'opera, perché siamo degli
esseri unici e meravigliosi. E per questo ho pensato visto che
si chiama Opera di presentarlo nei musei di alcune delle più
importanti città italiane da Milano a Napoli" spiega. Un'idea
bella e originale che Patty Pravo dedica anche ai più giovani:
"Vorrei far riscoprire questi luoghi di cultura a tutti ma in
particolare ai ragazzi, frequentare l'arte fa solo bene". Che
apprezzeranno forse anche il riferimento omerico della strofa
centrale: "Cantami ancora il presente, / nella vanità, io sono
Musa , colore tagliente e poi Opera, l'Opera". "Mi farebbe
davvero molto piacere" dice. E sempre pensando ai giovani, lei
che è stata "la ragazza del Piper" dice la sua anche su Crans
Montana e su chi, in modo indecente, ha mosso accuse o critiche
verso le giovani e innocenti vittime: "È una tragedia, è un mal
costume per come lo stanno trattando!".
Per le 11 canzoni del nuovo album Patty Pravo ha scelto un
pool di autori ognuno diverso dall'altro: "Con Taketo Gohara
abbiamo lavorato insieme alla ricerca di pezzi che potessero
essere interessanti. E ne è venuto fuori un insieme molto
interessante. Mi piace molto il pezzo con Serena Brancale, molto
divertente quello con Morgan e poi siamo amici da una vita. Ma
tra gli altri ci sono appunto Caccamo, Giuliano Sangiorgi,
Raphael Gualazzi, Francesco Bianconi, La Rappresentante di
Lista, Marianne Mirage e Andrea Bonomo, Federico Dragogna,
Pierpaolo Capovilla, Cristina Donà e Saverio Lanza. Insomma mi
piace tutto il disco, altrimenti non lo avrei fatto, no?".
Interessanti anche i temi tra cui L'amore impertinente e
Maledetta verità ma sul perché la verità sia accompagnata da
questo aggettivo l'artista veneziana non si sbilancia: "Quando
interpreti, interpreti a prescindere dai tuoi pensieri, poi in
questo caso era giusto che che fosse così!". Dedicati all'arte
anche i poster con un'opera di Giovanni Robustelli, pittore,
illustratore e sperimentatore siciliano.
Sulla polemica dell'Eurovision ha uno sguardo lucido: "Io
continuo a sperare che la situazione di Israele nel frattempo si
risolva in una maniera o nell'altra, così non ci saranno più
questi problemi. E poi sai, che io vinca è una cosa talmente
lontana che non mi posso permettere di pensare a questo
problema". Ma a proposito di vittoria si sa che moltissime
canzoni poi diventate icone (da "Vita spericolata" di Vasco
Rossi ad "Almeno tu nell'universo" di Mia Martini) non sono
neanche arrivate sul podio di Sanremo... "Eh, sì - dice Patty
Pravo con una sonora risata - volte è successo proprio così. E'
vero".
Nella serata delle cover omaggerà Ornella Vanoni,
interpretando "Ti lascio una canzone" (testo di Gino Paoli e
musica di Paoli e Peppe Vessicchio) accompagnata sul palco da
Timofej Andrijashenko, primo ballerino del Teatro alla Scala di
Milano. "La mia adorata Ornellik! L'ho sentita poco prima che se
ne andasse e quindi eravamo molto amiche e ci volevamo molto
bene e quindi mi sembra una cosa naturale!".
Dal 1970, anno della sua prima partecipazione, a oggi il
festival ne ha fatta di strada e di cambiamenti: "Tutto si
evolve, tutto cambia. Per fortuna o anche no, dipende. Penso che
in effetti è stata una cosa importante perché tutta l'Italia lo
segue e quindi è giusto che si evolva con i tempi". E come vede
i giovani talenti una formidabile anticipatrice di tendenze come
Patty Pravo, cosa ne pensa di chi polemicamente lamenta
l'assenza di big? "Io sono sempre molto curiosa, bisogna dare
anche lo spazio a nuove generazioni no? L'altro anno - dice
riferendosi a Olly - ha vinto un ragazzo giovanissimo che ancora
adesso va benissimo ed è un buon artista". E di tutti i suoi
festival a quale ricordo è più legata? "Quest'anno è
l'undicesimo, un numero che mi piace molto nonostante non si
possa prendere in pagella - racconta con un sorriso - e io ho
molti ricordi ed emozioni. Ma la più forte è il primo festival,
sono andata perché ero curiosa e andai da Melis, il direttore
generale dell'Rca a chiederlo. Lui era contrario, però io lo
volevo tanto. Allora abbiamo trovato il pezzo di Mogol e
Battisti, ci siamo messi con Little Tony e siamo andati. La
prima sera abbiamo vinto sul Celentano!!! Noi ragazzetti eravamo
tutti felici, non ti dico che cosa eravamo!"
Quest'anno Patty Pravo celebra i 60 anni carriera. "Un
traguardo bellissimo, importante ma io però spero di
festeggiarne ancora altri! Non 100 però eh, non esageriamo". Ma
tornerebbe mai indietro per scegliere magari un'altra strada,
magari la danza o la moda o altro ancora? "No, no, per carità!
Io ho cominciato a studiare musica a 3 anni, danza a 4 e ho
fatto musica per tutta la mia vita, è impossibile pensare di
fare qualcos'altro, beh avrei potuto fare l'attrice ma no!". E
l'8 aprile prenderà il via nei principali teatri italiani "Opera
Tour". "Non vedo l'ora, di riabbracciare il mio pubblico, mi
manca da troppo". (ANSA).
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