ROMA
Piero Cassano, 'quando i Matia Bazar fecero battere il tempo a Pinochet'
(di Angela Majoli
(ANSA) - ROMA, 18 FEB - Alle spalle ha 21 partecipazioni al
Festival di Sanremo, due vittorie con i Matia Bazar, con E dirsi
ciao nel 1978 e Messaggio d'amore nel 2002, e un terzo posto con
Questa nostra grande storia d'amore nel 2001. Eppure il brano
presentato all'Ariston al quale forse resta più legato è "Quando
nasce un amore, cantato da Anna Oxa nel 1988, che si classificò
al settimo posto". A raccontarlo, in un'intervista all'ANSA, è
Piero Cassano, co-fondatore dello storico gruppo genovese,
autore, compositore e produttore che ha attraversato la storia
della musica italiana: il 23 febbraio a Sanremo, nell'ambito del
Press Golden Gala, riceverà il premio alla carriera per il suo
lavoro "Dietrolequinte".
"Un giorno arrivò a casa mia Adelio Cogliati con il testo del
brano, fatto e finito: 'quando nasce un amore, non è mai troppo
tardi...'. Misi mano alla musica, 'mi mi mi sol do'... e in
venti minuti era pronta la canzone. Poi l'abbiamo rivisitata,
cucita su misura per Anna, ma il cuore del brano nacque così",
spiega Cassano, 77 anni, che con Cogliati ha anche scritto e
prodotto i primi sette album di Eros Ramazzotti e collaborato
con artisti come Mina, Milva, Ricardo Montaner, Mireille
Mathieu, Gianni Morandi, Fausto Leali, Ricchi e Poveri, Dori
Ghezzi, Demis Roussos. Senza dimenticare che le sue canzoni sono
state nel tempo riprese e riproposte da Luciano Pavarotti,
Andrea Bocelli, Giorgia, Laura Pausini e Ornella Vanoni.
Del periodo Matia Bazar, per i quali ha firmato brani entrati
nella memoria collettiva come Stasera che sera, Per un'ora
d'amore, Cavallo bianco, Solo tu, Brivido caldo e Messaggio
d'amore, cita "un ricordo incredibile: eravamo nel 1979-1980 a
Vina del Mar. C'erano 40mila persone, un pubblico pazzesco. In
prima fila c'era anche il dittatore Pinochet, immobile. Quando
intonammo Solo tu, con il piede si mise a battere lievemente il
tempo". Dal filo della memoria riemerge anche un episodio poco
noto che coinvolge Fabrizio De André: "Agli inizi della carriera
con i Matia eravamo in forte difficoltà economica, sommersi dai
debiti con la Banca Popolare di Novara. Con un assegno Fabrizio
ci anticipò tutto quello che avrebbe dovuto pagarci per l'uso
della sala prove che gestivamo e ci evitò il fallimento".
Negli anni '80 la scommessa Ramazzotti: "Ho scritto sette
album per lui. Quarant'anni fa ha vinto il festival con Una
Storia Importante, e oggi Eros si appresta a tornare all'Ariston
e a girare il mondo con Una Storia Importante World Tour... è la
consapevolezza del grande lavoro fatto con lui e Cogliati".
E ai 'ragazzi di oggi' cosa consiglierebbe? "Oggi si suona e
si canta più per una prospettiva di fama e di immagine che per
una vera passione, per la sincera arte di comunicare emozioni.
Si cerca di attirare l'attenzione, di farsi notare prima ancora
che ascoltare. Ai giovani direi: non andate avanti su questa
strada. E poi, perché Ramazzotti, Il Volo, Laura Pausini,
Tiziano Ferro, Zucchero continuano a fare tour mondiali? La
gente vuole quel tipo di immagine pulita, quel tipo di canzone.
La cultura trap o rap che importiamo dall'America non ci
appartiene". E a proposito delle critiche rivolte a Pausini per
l'interpretazione dell'inno nazionale alla cerimonia inaugurale
di Milano Cortina, Cassano sottolinea: "Laura ha cantato da Dio,
ci ha messo cuore e grinta, era vera e emozionata".
"Oggi - riflette ancora - attraverso i computer si raggiunge
la purezza del suono, ma manca la purezza dell'ispirazione. Vedo
brani che hanno sei, sette autori che magari non sanno mettere
giù le mani su una tastiera per fare un accordo... Se penso al
percorso dei Matia Bazar, posso dire che non è mai stato
finalizzato al danaro, ma al successo dell'arte: abbiamo sempre
cercato il cuore, l'emozione da poter trasmettere al pubblico".
Formidabile hitmaker, Piero Cassano cita tra le sue canzoni
preferite grandi successi dei Matia come "Messaggio d'amore e
più ancora Cavallo Bianco", ma anche "Pollon combinaguai", la
sigla di C'era una volta... Pollon cantata da Cristina D'Avena,
per cui ha scritto musica e arrangiamento: "La cantano tutti,
sarò ricordato anche per questo", dice ridendo.
Di recente ha rafforzato il suo rapporto di collaborazione
con le Edizioni Curci, che hanno acquisito i cataloghi Unalira
ed Euroteam, con brani importanti protagonisti della musica
italiana, tra cui Ramazzotti, Mina, Matia Bazar e Anna Oxa,
oltre a successi internazionali legati a Ricardo Montaner e
Sergio Dalma. E lavora con "artisti come la cantautrice
calabrese Cecilia Larosa e il tenore Matteo Macchioni: vado
controcorrente rispetto al tipo di musica che ascoltiamo oggi,
ma mi piace scommettere sui veri talenti. Su questo - conclude
con un sorriso - ho un autentico conflitto di disinteresse".
(ANSA).
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