ROMA
Raf, 'a Sanremo non ho mai vinto ma i miei brani sono diventati hit'
(di Angela Majoli)
(ANSA) - ROMA, 18 FEB - Una ballad autobiografica e
romantica, una storia d'amore che nasce alla fine degli anni
'80, attraversa gli anni difficili in cui "il mondo urla e
stride" e si chiude con "un barlume di speranza, la certezza che
alla fine quell'amore prevale su tutto". Raf torna in gara per
la quinta volta a Sanremo, a undici anni dal suo ultimo
festival, con Ora e per sempre, brano scritto a quattro mani con
il figlio Samuele Riefoli.
"Siamo partiti da uno spunto di Samuele, lo stavo aiutando a
costruire una melodia, mi sono messo al pianoforte con lui e
abbiamo steso la parte musicale", racconta il cantautore 66enne,
icona del pop italiano, pronto a scrivere un nuovo capitolo
della sua carriera ultraquarantennale, segnata dal ritorno in
Warner. "A un certo punto Samuele mi ha detto: papà, questo
pezzo è più adatto a te, è una ballad con una melodia
importante. E io l'ho messo da parte. Quando ho iniziato a
pensare al mio nuovo album di inediti, che uscirà in autunno, ho
completato la parte musicale e ho iniziato a scrivere il testo.
Da un cassetto è spuntato un biglietto ritagliato da un vecchio
quaderno ingiallito dal tempo. Era la mia promessa di matrimonio
scritta a macchina dal prete, in spagnolo, perché sposai
Gabriella (Labate, ndr) nel 1996 a Campo Florido, un piccolo
villaggio vicino l'Avana. La promessa chiudeva con: hasta que la
muerte nos separe, finché morte non ci separi. Io trovai quella
frase un po' triste, la cancellai e la cambiai scrivendo a
matita ahora y para siempre, ora e per sempre. Da qui il titolo
della canzone, e via via sono venute le parole".
Ricalcando la solidità del suo legame con la moglie ("Stiamo
insieme da così tanti anni, un po' come Sandra Mondaini e
Raimondo Vianello, a volte sembra incredibile anche a noi"), la
canzone racconta "di due giovani che si conoscono a fine anni
'80. La loro storia va avanti, ma intanto il mondo cambia e
diventa sempre più complicato. La cosa che in questi ultimi due
anni mi mette più ansia è la scarsa empatia che i potenti
provano verso popoli che vengono sopraffatti, massacrati, perché
evidentemente ci sono ragioni economiche e di Stato che non
possiamo comprendere fino in fondo e che impediscono prendere
posizione a favore di chi viene privato delle libertà
fondamentali. Alla fine, comunque, come in tutte le canzoni pop,
c'è il lieto fine: la certezza che quando il sole sorgerà ci
troverà ancora insieme, e quindi l'amore prevale su tutto".
In gara quattro volte tra i Big, nel 1988 con Inevitabile
follia, nel 1989 con Cosa resterà degli anni '80, nel 1991 con
Oggi un Dio non ho e nel 2015 con Come una favola, nonché autore
con Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi di Si può dare di più, la
canzone vincitrice del 1987 interpretata dal trio
Morandi-Ruggeri-Tozzi, Raf in qualche modo 'fa pace' con
Sanremo: "Non l'ho odiato ma nemmeno amato tanto - spiega - ma
certo negli anni passati non ho avuto un bel feeling con il
festival. Basta guardare le classifiche: le mie canzoni sono
andate quasi sempre maluccio lì, ma poi sono diventate successi.
La competizione pura non mi appassiona: ci si avvicina alla
musica per il piacere di farla, mettersi in gara diventa una
forzatura. E poi Sanremo era diventato un format tv, quasi un X
Factor, con la gogna delle eliminazioni... Da quello di Baglioni
in poi la gara è forse meno frenetica e Sanremo è l'unico
palcoscenico che ti può offrire visibilità". Alla serata cover
proporrà The Riddle di Nik Kershaw con The Kolors: "È un brano
del 1984, lo stesso anno di Self Control. Volevo fare quel pezzo
mantenendo l'andatura di marcia irlandese dell'originale, ma
aggiungendo un ritmo reggaeton che invita al ballo. Non è il
reggaeton di Bad Bunny, è diverso. Resta una canzone pop. Ci
divertiremo".
Quanto all'eventuale partecipazione all'Eurovision Song
Contest, "Levante ha tutta la mia solidarietà. Anch'io mi pongo
la stessa domanda, alla quale non trovo risposta: come mai c'è
Israele in gara, mentre la Russia è stata esclusa da tutte le
competizioni sportive e dall'Eurovision? Ma il motivo per cui
posso dire di essere certo che non andrei è un altro:
l'Eurovision non mi si addice - sottolinea -, è un baraccone
spesso anche kitsch, dove la musica passa quasi in secondo
piano. Quando ci andai nel 1987 con Tozzi e con Gente di mare
era diverso, c'erano le canzoni, c'era l'orchestra... Se devo
andarci con Ora e per sempre, mi viene voglia di dire: no,
grazie".
Dopo Sanremo, l'artista sarà in studio per registrare il
nuovo album e poi live d'estate in tutta Italia con il tour
Infinito - Estate 2026 - a 25 anni dall'uscita di Infinito, uno
dei suoi brani manifesto - organizzato da Friends & Partners in
collaborazione con Girotondo srl e Momy Records. Dall'autunno
sarà nei palazzetti con Infinito - Palasport 2026: tappe il 9
ottobre al Palapartenope di Napoli, il 12 ottobre all'Unipol
Forum di Milano e il 17 ottobre al Palazzo dello Sport di Roma.
(ANSA).
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