IN TRIBUNALE
Finse un guasto e rapinò l’automobilista che si fermò ad aiutarla: condannata
La sentenza del Tribunale di Varese sull'episodio di Venegono
Sei anni e quattro mesi di reclusione, oltre a 2.300 euro di multa, per Gabriella Cirneco. Due anni di carcere e 600 euro di multa per il compagno, imputato per ricettazione. È la sentenza pronunciata oggi, giovedì 30 aprile, dal Tribunale di Varese presieduto dal giudice Alessandro Chionna al termine del processo per la rapina avvenuta lo scorso anno a Venegono Inferiore ai danni di un automobilista che si era fermato per prestare aiuto.
La vicenda risale alla notte tra il 17 e il 18 febbraio 2025. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Tenenza di Tradate, la donna aveva attirato l'attenzione della vittima fingendo un guasto: l'auto era ferma a bordo strada e lei aveva chiesto venti euro sostenendo di essere rimasta senza benzina. L'uomo, impietosito, le consegnò il denaro senza esitazioni.
Pochi istanti dopo però la situazione degenerò. La donna aprì la portiera dell'auto, salì nell'abitacolo e, armata di coltello, minacciò il conducente costringendolo a consegnarle altri cinquanta euro. Tentò anche di impossessarsi del borsello della vittima, che però riuscì a trattenerlo. In totale il bottino fu di 70 euro.
L'allarme al 112 permise ai militari di rintracciare poco dopo la coppia a Malnate. Durante la successiva perquisizione domiciliare furono trovati documenti appartenenti a un altro uomo, derubato nei giorni precedenti: elemento che fece scattare anche l'accusa di ricettazione.
Gabriella Cirneco 30 anni, difesa dall'avvocato Egon Bianchi, era imputata per rapina aggravata, porto ingiustificato di arma e ricettazione. Nel corso delle indagini aveva ammesso la rapina chiedendo scusa alla vittima, pur negando di avere avuto il coltello. Il compagno, 38 anni, assistito dall'avvocato Davide Ginelli, rispondeva invece della sola ricettazione.La procura, rappresentata dal pm Maria Claudia Contini, aveva chiesto sei anni e sei mesi di reclusione per la donna e due anni e sei mesi per l'uomo. Il collegio giudicante ha inflitto quindi pene leggermente inferiori rispetto alle richieste dell'accusa.
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