LA STOCCATA
Salvini e la sindrome di Alcibiade
L’attacco a Macron del vicepremier e il cane mutilato del generale ateniese

Alcibiade fu uno dei generali strateghi famosi della Grecia; si diede anche alla politica che dominò con alterne fortune, cambiò più volte il nome del proprio partito politico e fu autore di una politica estera aggressiva. Fu ardente fautore della spedizione ateniese in Sicilia (con traghetti, non con un ponte).
Con la fine della guerra del Peloponneso fu l’ultimo membro di un clan aristocratico dissoltosi. Da sempre ambizioso e spregiudicato visse male la nuova situazione. Amava passeggiare in città da generale e politico solo mostrandosi con la scorta personale che gli faceva strada tra il pubblico che lo riveriva. Ora, come allora, le persone facilmente dimenticano, manca la scorta, mancano i saluti, ma rimane l’ambizione.
Da grande stratega, cosa s’inventa il generale? È narrato un aneddoto della sua vita, che mette in risalto l’arroganza di questo personaggio. Ambizioso e avvenente, possedeva un cane di rara bellezza dotato di altrettanto appariscente coda, che un giorno gli fece tagliare; per poi iniziare a passeggiare per le vie di Atene, così che tutti vedessero il cane mutilato. Siccome egli era diventato famoso per la sua superbia e la sua vanità, non sopportando più le dicerie sul suo conto, aveva mutilato il cane. E quando un ministro gliene chiese il motivo, egli rispose: «Per offrire ai cittadini un argomento di cui parlare, distraendoli dal dire cose peggiori su di me».
Ad Alcibiade bastava parlar male di Macron (nella foto d’archivio, sullo sfondo di un intervento televisivo di Matteo Salvini) per tornare sulla cronaca.
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