L’ACCUSA
«Cibo scadente nelle mense scolastiche»
Genitori e opposizione imbufaliti: giovedì sera sindaco e assessore chiamati a rispondere in Consiglio comunale
Cibo scadente nelle mense scolastiche di Samarate e forti criticità sul piano diritto allo studio. Genitori e opposizioni vanno all’attacco e giovedì sera, 3 dicembre, in consiglio comunale in videoconferenza, sono attese le risposte del sindaco Enrico Puricelli e dell’assessore Linda Farinon (pubblica istruzione).
Richieste e rivendicazioni
Solo qualche giorno diversi genitori hanno protestato, attraverso la “Bacheca Civica di Samarate” per le porzioni scarse, in quantità e qualità, del cibo nei vari plessi del territorio minacciando una raccolta firme. Nel mirino la società che ha vinto l’appalto, la Dussmann.
I consiglieri di Progetto Democratico Tiziano Zocchi e Rossella Iorio hanno protocollato un question time alla presidente del consiglio Rossella Caligiuri con quattro domande: «Quali azioni l’amministrazione comunale intende attuare o ha attuato a tutela degli utilizzatori del servizio mense scolastiche?», «Se il tecnologo alimentare incaricato dall’amministrazione ha confermato le doglianze dei cittadini», «Se il servizio di concessione prevede penali in caso di mancato rispetto dei parametri di qualità del servizio e sono state applicate», «se il contratto di concessione prevede modalità a tutela dell’amministrazione in caso di ripetuto inadempimento e quali?».
Sulla qualità del cibo va all’attacco il consigliere Fortunato Costantino (M5S) che ricorda: «Nel 2017 presentammo una mozione per offrire la possibilità di scelta tra il servizio mensa e il pasto portato da casa e non è stata accolta».
Attacco concentrico
In tema di diritto allo studio attaccano su vari fronti i grillini con il commissario Alessio Sozzi: «Ci saremmo aspettati quest’anno, considerando la situazione e le conseguenze economiche per tutti, il congelamento degli aumenti programmati dall’1 gennaio sulle tariffe delle rette dell’asilo nido, tariffe pre e post scuola, tariffe costo pasto giornaliero ma, nonostante le richieste per bloccarli, gli incrementi ci saranno».
Senza dimenticare la mancata attivazione del PUC per i percettori del reddito di cittadinanza per il presidio e assistenza stradale fuori dagli istituti scolastici «ma anche qui niente» e i gravi problemi per la connessione internet nelle scuole.
Affondi analoghi anche da Progetto Democratico e Città Viva: «L’unica certezza è che ci saranno aumenti che graveranno sulle tasche di molte famiglie con i costi di pre e post scuola da gennaio 2021 quasi raddoppiati, i costi dei pasti aumenteranno nonostante il servizio non sia soddisfacente e aumenteranno le rette del nido».
Infine: «Non è stato attivato per le scuole e la famiglia il servizio di psicopedagogia e risultano sempre a nostro parere limitate le ore dedicate al sostegno scolastico per gli alunni più bisognosi».
Conclusione: «Mancanza di attenzione alle istanze degli istituti per la manutenzione degli edifici. Ne è l’esempio la palestra di via De Amicis inagibile per i bimbi della scuola primaria».
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