LA POLEMICA
Samarate litiga sulla mensa a sbafo
In consiglio vivace discussione sulle famiglie che non pagano i pasti dei figli
«Mai nessun bambino è stato lasciato a pane e acqua, mai nessuno senza pasto».
Una frase forte, quella pronunciata dall’assessore alla Pubblica Istrizione Linda Farinon qualche sera fa in consiglio comunale nel corso del dibattito sulla questione mensa.
LA POLEMICA
Discussione aperta dalla richiesta - respinta dalla maggioranza di centrodestra - del consigliere di opposizione Alessio Sozzi (M5S) di cancellare dal piano per il diritto allo studio la frase «L’ammissione al servizio mensa avviene previa verifica della regolarità dei pagamenti pregressi».
Insomma, quella frase secondo l’esponente pentastellato aveva il sapore della forte emarginazione. Dal canto suo, l’assessore Farinon ha difeso il regolamento e la filosofia della giunta di Enrico Puricelli. Dice la delegata alla pubblica istruzione: «Togliere quel passaggio significava legittimare chi non paga, cancellare quella frase da un lato farebbe aumentare le famiglie morose e dall’altro si farebbe un favore ai furbi e questo noi, come amministrazione civica, non lo possiamo accettare».
LA FILOSOFIA DI FONDO
La filosofia che anima quindi l’esecutivo di centrodestra guarda sulla tematica a un doppio binario. Da un lato venire incontro a quelle famiglie che non possono permettersi il buono pasto, in considerazione del momento economico attuale, attraverso l’azione di sostegno dei Servizi sociali; dall’altro mantenere una certa rigidità e inflessibilità nei confronti di quelle persone che tentano di aggirare il pagamento delle quote richieste senza avere problemi economici. Secondo l’amministrazione, casi simili esisterebbero ed è necessario arginare il fenomeno agendo con fermezza. Argomenta a questo proposito il consigliere delegato al bilancio Leonardo Tarantino: «Noi abbiamo sempre affrontato le morosità che non dipendono dalle famiglie con uno stanziamento di capitoli ad hoc di sostegno nel bilancio comunale, quella che stiamo facendo è una prassi consolidata da anni, non ci sono bimbi senza pasti e non ci sono neppure segnalazioni, si parla solo di aria fritta».
Le forze di opposizione invece hanno criticato quella frase all’interno di un piano per il diritto allo studio complessivo da 793mila euro che non ha ricevuto un voto contrario in consiglio comunale. Sottolinea da Progetto Democratico Rossella Iorio: «Se la famiglia non paga la vittima incolpevole rischia di essere il bambino». E sempre dallo stesso gruppo di minoranza, Tiziano Zocchi sottolinea come «Chi fa il furbo non deve avere nessun diritto, ma le colpe dei padri non ricadano sui figli». Mentre Sozzi, promotore dell’emendamento, rimarca il rischio di una «scelta discriminatoria» non in linea con quelli che sono gli indirizzi, gli orientamenti e le finalità del diritto per tutti all’istruzione. Conclude il vicesindaco Nicoletta Alampi: «Qui a Samarate nessun bimbo è mai stato penalizzato».
L’opposizione all’attacco:
«Se i genitori
non pagano
i bollettini , non siano penalizzati
i bambini»
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