NOTTE DI PAURA
Spara sotto casa dei suoceri
Precedenti per droga e armi, da domenica è in carcere, arrestato nella notte dai carabinieri
Non è un volto sconosciuto agli inquirenti, il suo. I carabinieri avevano avuto a che fare con lui per traffico di stupefacenti, vicenda del 2002, e per detenzioni di armi.
L’uomo da domenica è in carcere su ordine del pubblico ministero Flavia Salvatore e verrà interrogato dal gip Piera Bossi. Il quarantenne l’altra notte si è presentato sotto casa dei suoceri e ha terrorizzato tutto il quartiere esplodendo in aria diversi proiettili, a chiaro scopo intimidatorio.
A quanto pare la relazione con la compagna sarebbe osteggiata dai genitori di lei e questo tipo di interferenze tipo Montecchi e Capuleti il pregiudicato non lo tollerava più. Così, per lanciare un messaggio chiaro, si è messo a sparare colpi nel vuoto, che non hanno colpito alcun bersaglio, ma il gesto non è per questo meno grave, anche perché nell’oscurità il rischio di centrare involontariamente una finestra o qualcuno affacciato a un balcone non era poi così improbabile.
I carabinieri sono stati allertati subito, il reparto scientifico ha rinvenuto e repertato alcuni bossoli, nel frattempo hanno raccolto informazioni sul possibile autore di quell’avvertimento che ricorda tanto le vecchie usanze della criminalità organizzata e sono andati a fargli visita. In casa aveva svariate componenti d’arma da fuoco, alcune assemblate, altre modificate.
Non c’era la pistola usata per minacciare i suoceri, ma dubbi che fosse lui l’uomo appostato sotto l’abitazione non ce ne sono.
Nel frattempo sono in corso accertamenti sia per recuperare la semiautomatica da cui sono usciti i proiettili che per verificare se il resto del suo arsenale sia stato utilizzato per compiere altri reati. Diciotto anni fa venne arrestato in esecuzione di una delle tre ordinanze di custodia cautelare chieste dalla procura di Busto, che aveva ereditato un filone di inchiesta della Dia di Firenze. Lui, campano come i suoi complici, a parere degli investigatori gestiva un traffico di cocaina che da Ercolano approdava in Versilia, soprattutto a Viareggio, e poi a Gallarate.
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