LA POLEMICA
Saronno, papà Attanasio: «Mio figlio dimenticato»
Nella giornata dedicata alle vittime del terrorismo nessuna menzione dell’ambasciatore saronnese e del carabiniere della scorta uccisi in Congo. L’amarezza dei familiari
«Mio figlio e il carabiniere di scorta uccisi in Congo “distrattamente” dimenticati nella giornata in memoria delle vittime del terrorismo». Su Rai Radio1, al Gr1, l’amarezza del padre dell’ambasciatore Luca Attanasio ucciso nel febbraio 2021 insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci.
«Ho appreso di questa giornata. Volevo solo sottolineare che le vittime del terrorismo sono tutte, sia nazionali che internazionali - ha dichiarato Salvatore Attanasio all’indomani della Giornata in memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi -. Anche l’ambasciatore e il carabiniere caduti in Congo fanno parte di questa ricorrenza».
«Siamo stati, penso “distrattamente”, dimenticati - ha aggiunto -. C’è stata una commemorazione alla Camera. Mi sembra che nessuno abbia fatto riferimento a questo. L’ultimo caso di terrorismo accaduto. Non mi sembra ce ne siano stati altri dopo. Per noi un po’ di amarezza, nulla di più. Potevano per esempio invitare anche la moglie dell’ambasciatore o qualcuno della famiglia di Iacovacci. Lo stesso sindaco di Milano ha fatto anche lui una commemorazione, ma ha dimenticato questa storia. Da un’istituzione così importante non ce l’aspettavamo».
«Noi - ha concluso in riferimento all’omicidio del figlio e di Iacovacci - aspettiamo che il lavoro dei magistrati vada a compimento. Dopodiché speriamo che si arrivi a una verità certa. Non chiediamo altro. Oggi questa verità non è ancora stata scritta».
Luca Attanasio era molto conosciuto a Saronno, dove era nato nel 1977. In Congo dal 2017, era stato nominato ambasciatore straordinario e plenipotenziario due anni dopo.
Il 22 febbraio 2021 il tragico agguato: un convoglio del Programma alimentare mondiale diretto a Rutshuru, sul quale Attanasio viaggiava assieme ad altre sei persone legate alla Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione della Repubblica Democratica del Congo), giunto nei pressi di Kibumba, vicino al parco nazionale dei Virunga e al confine con il Ruanda, è stato attaccato da alcuni uomini armati di fucili mitragliatori, in un tentativo di rapimento, poi fallito. Ferito gravemente all’addome, Attanasio è morto poco dopo all'ospedale dell'Onu di Goma. Oltre al diplomatico, sono rimasti uccisi l'autista del convoglio Mustapha Milambo e il carabiniere della scorta, Vittorio Iacovacci, 30 anni, originario di Latina.
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