ACCADE NEL 2026
Se l’importanza di partecipare diventa una banderuola
Lo spot della Presidenza del Consiglio dei ministri ricorda di andare a votare per il referendum. Che fine hanno fatto gli appelli ad astenersi del 2025?
«Ma papà, non dimenticare di votare». L’italica famiglia felice da “Mulino Bianco” – mamma, papà e due figli –, ritratta mentre esce di casa per andare al parco e incontrare i nonni, ha il compito di ricordarci dai canali della Tv pubblica un concetto della vita democratica che forse abbiamo scordato: «Non dimenticare di votare. È un tuo diritto».
Nelle scorse settimane vi abbiamo accompagnato in un viaggio indietro nel tempo tra le consultazioni elettorali del passato, ma lo spot (“campagna di comunicazione istituzionale” in politichese) che da qualche giorno viene trasmesso in Tv e in radio ci fa tornare bruscamente all’imminente appuntamento elettorale. Nel caso non abbiate ancora avuto modo di vederlo, non parliamo delle classiche istruzioni sulle modalità di voto. Bensì di una pubblicità che in 30 secondi “racconta – per dirla con le parole del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, che l’ha realizzata – la quotidianità di una famiglia attraverso piccoli gesti di cura e attenzione reciproca. Ogni giorno i genitori ricordano responsabilità e attenzione ai loro figli (come allacciarsi la felpa per non prendere freddo, ndr). In un classico momento domenicale, sono i ragazzi, con complicità e discrezione, a consegnare ai genitori le schede elettorali, ricordando loro l’importanza di partecipare e votare”.
Tutto giusto, soprattutto perché lo spot in questione, essendo istituzionale, non fornisce un’indicazione sul voto. Ma una domanda sorge spontanea: perché il richiamo alla partecipazione arriva solo quando non è previsto il raggiungimento del quorum per validare il risultato delle urne? Appena un anno fa, per i referendum sul lavoro, dagli stessi esponenti che esprimono la maggioranza di governo non mancarono invece gli appelli, più o meno velati, ad astenersi (a scanso di equivoci ricordiamo che lo fece anche Bettino Craxi nel 1991). Sembra quasi che esercitare il voto sia un «dovere civico» – come dice la Costituzione – solo in base a quale vento tira. Quindi ci chiediamo ancora: quando arriverà il giorno in cui la politica tornerà a mettere al primo posto i cittadini e non le proprie convenienze? A voi lettori le opportune conclusioni.
La nona puntata dell’inchiesta “Voto Perduto” sulla Prealpina di sabato 7 marzo in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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