IN TRIBUNALE
Sesso con la nipotina, condannato il nonno
Pena di quasi 8 anni. Nei guai anche per video pedopornografici
Sesso con la nipotina di sei anni: condannato a sette anni e otto mesi di reclusione. Il nonno, che era accusato anche di detenzione di materiale pedopornografico (che ritraeva però altri minori), dovrà risarcire la bambina con cinquantamila euro. La sentenza è stata emessa dalla Corte d’assise di Pavia. Gli abusi contestati sarebbero infatti avvenuti nell’abitazione dell’imputato, nel Pavese appunto, durante le vacanze di Natale che la piccola, residente con i genitori in un comune del Varesotto, solitamente trascorreva assieme ai nonni.
Vacanze di Natale nel Pavese
Fu proprio al ritorno a casa, dopo l’Epifania del 2021, che la bimba raccontò al padre che un giorno il nonno l’avrebbe baciata nelle parti intime. Scattò la denuncia, partirono le indagini e infine l’anziano fu rinviato a giudizio, inizialmente davanti al collegio del Tribunale; ma nel frattempo la competenza è passata alla Corte d’assise poiché la vittima del presunto abuso sessuale aveva meno di dieci anni all’epoca dei fatti. Indagini che hanno poi portato anche al sequestro del computer del pensionato, oggi settantacinquenne, all’interno del quale furono trovate decine di file con foto e video porno con protagonisti minorenni (in realtà, una successiva perizia disposta dai giudici ne ha fatti emergere molti di più, oltre seicento).
«Fatto di minore gravità»
Due i reati contestati - violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico - per i quali il pubblico ministero aveva chiesto una pena finale di tredici anni di carcere. Ma il primo capo d’imputazione è stato riqualificato dalla Corte, che ha giudicato l’imputato colpevole di atti sessuali con minorenne, riconoscendo il caso come “di minore gravità”. Una tesi non condivisa dal legale della famiglia della bambina, costituita parte civile con l’avvocato varesino Andrea Prestinoni, che ritiene comunque congrui pena e indennizzo, alla luce del fatto che la perizia ha accertato l'uso massivo e continuato del materiale pedopornografico da parte dell'imputato.
«Io non l’ho toccata»
Il nonno, assistito dagli avvocati Maria Madeo e Paolo Verlucca Raveri, ha sempre respinto le accuse. La sua unica colpa - è la difesa - fu quella di guardare un filmato a luci rosse, con attori adulti, quando la nipotina era in casa. Nipotina che entrò all’improvviso nella stanza e quindi vide quelle immagini. E la scena potrebbe averla suggestionata, al punto da dichiarare che ciò che aveva visto sullo schermo era successo davvero col nonno. I difensori hanno messo in dubbio la capacità di testimoniare della bambina, che non è stata accertata con un’apposita perizia. Accuse respinte anche in merito ai file proibiti trovati sul computer, un dispositivo che l’uomo sostiene di aver acquistato a un mercatino dell’usato. Inevitabile, quindi, il suo ricorso in appello.
© Riproduzione Riservata


