L’INIZIATIVA
Sesto Calende marcia per le vittime di Crans Montana
Numerosi i giovani in corteo, a fianco dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale
Rose bianche, torce dei cellulari accese e passi svelti che tradiscono l’urgenza nei cuori delle persone radunate ieri, venerdì 6 febbraio, a Sesto Calende. In tanti hanno partecipato al corteo silenzioso organizzato dall’Amministrazione comunale. Un momento di ricordo e riflessione che è nato dall’iniziativa dei giovani della cittadina che si affaccia sul fiume Ticino per ricordare la tragedia di Crans Montana. Ragazzi e ragazze che vogliono ricordare giovani come loro, coetanei che hanno perso la vita o sono rimasti gravemente feriti nell’incendio che ha visto il bar Le Costellation trasformarsi in una trappola letale. Sono state infatti 41 le vittime e più di cento i feriti di quella notte tra il 31 dicembre 2025 e il primo gennaio 2026.
IL CORTEO DEI RAGAZZI
Sesto Calende si è riunita e si è messa in marcia in quella che vuole essere un’occasione per non dimenticare, presi dal ritmo frenetico delle vite nell’era moderna. L’occasione di incontro e memoria organizzata dall’Amministrazione comunale su input degli stessi giovani ha visto la partecipazione di ragazzi e ragazze visibilmente commossi, ma anche di adulti e anziani molto colpiti. Il corteo ha sfilato per il lungofiume e ha visto la comunità stringersi spinta da un ritrovato senso di appartenenza. Le persone giunte per l’appuntamento di ieri si sono raccolte ad ascoltare le parole degli stessi giovani organizzatori. A capo del gruppo, Riccardo racconta: «Noi ragazzi delle province di Varese e di Novara abbiamo deciso di organizzare un memoriale perché è avvenuto un fatto che ci ha segnati profondamente. Per noi, la discoteca è un luogo di svago ma anche di lavoro e pensare che poteva accadere a noi fa riflettere e crea un vuoto dentro molto profondo. Quanto accaduto ci ricorda che la vita è fragile e che nulla va dato per scontato». La nuova generazione ha poi citato le parole di Papa Leone XIV che ha invitato le famiglie delle vittime a fare affidamento alla parola del Signore per non vedere il proprio mondo collassare. Ai feriti, i giovani di Sesto Calende inviano tutto il loro sostegno affinché possano tornare in salute e riprendersi la propria vita. Soffermarsi su quanto è successo non è un esercizio sterile: è fondamentale sensibilizzare sulle dure e tristi conseguenze di controlli superficiali e comportamenti poco lungimiranti. A prevalere, al di là del dolore, è però la speranza che episodi simili non accadano più.
LA COMUNITÀ
Tutto ciò si ritrova anche nelle parole con cui il sindaco Elisabetta Giordani ha accompagnato l’appuntamento che ha portato il corteo da piazza Cesare da Sesto a piazza de Cristoforis passando per viale Italia. «Con le vostre parole - ha dichiarato il primo cittadino di Sesto Calende -, ci avete dato una lezione di sensibilità e spessore morale. Avete dimostrato un rispetto che onora la memoria di chi non c’è più e supporta chi soffre e lotta per la vita». Accanto al sindaco, anche Alessandra Malini, assessore alla Comunicazione, allo Sport e alle Politiche giovanili, che ha sostenuto con determinazione questa iniziativa e ha dichiarato: «Credo davvero che i ragazzi e i giovani possono attivarsi per “cose buone” e voglio che sappiano che questa Amministrazione è qui per aiutarli a farlo. Il futuro è loro e più ne sono protagonisti meglio è per tutta la comunità. Non devono far notizia solo per disordini o eventi negativi. Iniziative come questa dimostrano quanto i ragazzi sanno costruire di buono per i loro coetanei e per la collettività». All’iniziativa ha partecipato anche il consigliere comunale Marco Limbiati, promotore insieme al gruppo di Fratelli d’Italia dello spegnimento delle luminarie durante le festività e di una messa in memoria delle vittime di Crans Montana. Al corteo era presente anche Don Alberto Zoani, che ha accompagnato i giovani dell’oratorio. «È indispensabile sostenere i giovani - ha dichiarato Zoani -, ascoltando in modo attivo le loro richieste di aiuto e assecondando le iniziative positive e di valore che propongono. Sono giovani duramente colpiti e in cerca di risposte, per comprendere una tragedia che ha coinvolto altri giovani in cui i nostri ragazzi si riconoscono per età e per impiego nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento». A supportare l’iniziativa dei giovani di Sesto Calende anche Rino Marotto, dirigente scolastico dell’Istituto Carlo Alberto Dalla Chiesa. «Abbiamo accolto la richiesta dei ragazzi - spiega Marotto -, che sono molto provati da quanto è successo e ci sottopongono richieste di aiuto e di essere ascoltati».
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