IL CASO
“Schiscetta” a scuola: c’è il regolamento. Genitori divisi
Vittoria per le dodici famiglie che avevano presentato ricorso al Tar
Pranzo portato da casa nelle scuole venegonesi, è stato approvato il regolamento interno all’istituto comprensivo Marconi che ammette la possibilità della schiscetta per le dodici famiglie che avevano fatto ricorso al Tar: a questo punto, una volta presentati i moduli necessari, i figli potranno cominciare. Sacrificate alcune ore di compresenza dei docenti per assicurare la necessaria supervisione dei ragazzi.
Ma l’autorefezione difesa con i denti dal gruppo che ha presentato ricorso divide le famiglie.
Solo i dodici
Il documento che fissa i paletti logistici e organizzativi all’interno dei quali dovranno muoversi d’ora in avanti i genitori è stato approvato questa sera dal Consiglio d’istituto. In questo modo la dirigenza scolastica ha dato seguito a quanto disposto dal Tribunale amministrativo regionale di Milano che a metà febbraio aveva rilevato come il no alla schiscetta opposto finora non fosse stato giustificato a sufficienza. La presidente del consiglio d’istituto Maria Letizia Antognazza è stata chiara nel precisare che la scuola, almeno ad oggi, non è in grado di aprire la possibilità dell’autorefezione a studenti al di fuori del gruppo dei dodici che avevano fatto ricorso al Tar. «Non si possono scavalcare le regole dettate dalla proprietà degli spazi», ha ricordato. Questione di rispetto degli accordi vincolanti già esistenti - in termini di spazi e servizi - con i gestori delle mense comunali.
Genitori divisi
I genitori sono divisi. «Se siete contro l’autorefezione dovete presentare ricorso al Consiglio di Stato. Sarebbe bastato ascoltare prima, se ne parla dal 2024», il pensiero di un papà che sta dalla parte dei ricorrenti, Alessandro Soffia. «È un passo verso la devoluzione del servizio mensa», ha commentato per contro una mamma all’interno del consiglio di istituto, Chiara Iaconianni.
No all’autogestione
La direzione scolastica ha condannato la decisione di alcuni genitori di cominciare con la schiscetta senza attendere l’approvazione del regolamento interno. La firma della liberatoria che solleva il personale scolastico dalle responsabilità, ha ricordato la dirigente Alessandra Napolano, è «un atto imprescindibile».
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