IL DIBATTITO
Sicurezza, venti sindaci in prima linea: «Intervenga il Governo»
Lettera aperta dalla provincia di Varese con richiesta di più agenti e critiche alla «demagogia del centrodestra»

Una lettera aperta sulla questione sicurezza firmata da venti sindaci di centrosinistra o aderenti politicamente a quest’area della provincia di Varese. Da un lato sostegno alle forze dell’ordine, dall’altro la richiesta al Governo di affrontare il problema «con concretezza».
Ecco il testo: «Desideriamo esprimere il nostro grande riconoscimento all’impegno degli uomini e le donne delle Forze dell’ordine, a loro va tutta la nostra solidarietà per i fatti accaduti a Busto Arsizio. Purtroppo la stessa situazione ormai riguarda l’intero territorio nazionale. Sono tanti purtroppo i fatti di cronaca che si susseguono anche nella nostra provincia, nessuna realtà ne è esclusa». Questa la premessa.
«Per questi motivi, come sindaci e amministratori, vogliamo alzare una voce ferma di condanna e chiediamo che il problema sia affrontato con più concretezza dal Governo, perché la demagogia con cui il centrodestra ha affrontato i temi come la sicurezza e l’immigrazione, sono la causa per cui oggi ci troviamo ad affrontare questi fenomeni che, ribadiamo, riguardano tutte le città, qualsiasi sia il colore politico delle forze che le amministrano».
«Chiediamo dunque che, da parte di tutte le forze politiche, si abbandoni una politica fatta di demagogia inneggiante ad una sicurezza più rigorosa, ma che poi non trova riscontro concreto in termini di risorse per le amministrazioni locali, di un maggior numero di uomini delle forze dell’ordine e di strumenti come un potenziamento del presidio del territorio. Allo stesso tempo chiediamo che si agisca con più decisione nei confronti di chi delinque o minaccia la sicurezza pubblica, anche attuando dei veloci rimpatri di chi viola le leggi e non ha titoli per restare in Italia» prosegue la lettera.
«Recentemente ci ha trovato favorevoli la decisione del ministro Piantedosi di chiedere a tutti i prefetti di valutare, di intesa con i territori, l’istituzione di zone rosse. Una misura che ci sembra andare in una direzione di concretezza, dando ai prefetti maggiori possibilità di intervento. Ma questo intervento da solo non basta. Se da una parte il lavoro va portato avanti a livello culturale e sociale, è chiaro che questo vada affrontato anche in modo deciso senza arretramenti, senza ideologie di parte e senza preconcetti. La sicurezza dei territori, la tranquillità dei cittadini, la qualità della vita dei nostri territori deve essere un obiettivo di tutti. Togliamo dunque il tema della sicurezza dal tavolo dello scontro politico fatto di accuse reciproche, di battaglie fatte sui giornali e di slogan ormai inefficaci. La sicurezza non ha colore politico e i cittadini ci chiedono concretezza nel mettere in campo azioni efficaci per garantire a tutti tranquillità e una buona qualità della vita».
«Noi siamo disponibili ad una collaborazione trasversale, con la regia della Prefettura e delle Forze dell’ordine, al fine di dare seguito e concretezza ad un maggior presidio e controllo delle zone segnalate da molti di noi, a fronte della richiesta del Prefetto a cui va il nostro apprezzamento per il lavoro che svolge. I Comuni, oltre al lavoro che dovranno effettuare le Forze dell’ordine per garantire un maggior controllo del territorio, continueranno a svolgere le attività preventive nelle varie fasce del disagio e a rigenerare, compatibilmente con le risorse, parti di territorio, poiché la maggior vivibilità rende anche più sicure le aree delle città» conclude la lettera.
Ecco i sindaci che l’hanno sottoscritta: Nadia Cannito, sindaca di Malnate; Daniele Parrino di Vergiate; Renzo Stocco di Grantola; Marco Giudici di Caronno Pertusella; Enrico Bianchi di Luino; Marcella Androni di Angera; Giovanni Parmigiani di Leggiuno; Marco Fazio di Germignaga; Gunnar Vincenzi di Cantello; Gianluca Coghetto di Besozzo; Stefano Bellaria di Somma Lombardo; Elisabetta Giordani di Sesto Calende; Lorenzo Aspesi di Cardano al Campo; Matteo Acchini di Lozza; Corrado Nazario Moro di Dumenza; Michele Ruggiero di Bisuschio; Matteo Sambo di Buguggiate; Walter Fabiano Lorenzin di Venegono Superiore; Augusto Airoldi di Saronno; Davide Galimberti di Varese.
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