LA SENTENZA
Stalking, Manfrinati condannato anche in Appello
Respinte in secondo grado le istanze dei legali dell'ex avvocato
Sentenza confermata. Mentre davanti alla Corte d’assise di Varese è in corso il processo per l’omicidio di Fabio Limido e il tentato omicidio dell’ex moglie Lavinia (figlia dell’altra vittima), la Corte d’appello di Milano ha respinto il ricorso della difesa e ha confermato integralmente la condanna inflitta in primo grado a Marco Manfrinati per atti persecutori nei confronti della stessa Lavinia e dei suoi familiari. La decisione è stata pronunciata al termine del giudizio di secondo grado.
I giudici milanesi hanno quindi ritenuto fondato l’impianto accusatorio già accolto dal Tribunale di Varese, che aveva riconosciuto l’ex avvocato colpevole di una serie di condotte persecutorie protratte nel tempo. Oltre alla conferma della pena, la Corte ha disposto anche la condanna dell’imputato, difeso dall’avvocato Elio Giannangeli, al pagamento delle spese processuali e delle spese legali della parte civile (avvocato Fabio Ambrosetti), quantificate in 1.600 euro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 30 giorni.
Resta dunque invariato il quadro delineato in primo grado, che aveva portato a una condanna a quattro anni, cinque mesi e venti giorni di reclusione per comportamenti ritenuti idonei a provocare uno stato di ansia e timore nelle persone offese e a modificarne le abitudini di vita. Secondo l’accusa, le condotte erano iniziate nel luglio 2022, dopo la separazione della coppia, e si erano concretizzate in messaggi e comunicazioni minacciose, appostamenti e altri episodi ritenuti persecutori.
La difesa ha sempre sostenuto l’insussistenza del reato, contestando la ricostruzione dei fatti e negando che i comportamenti attribuiti all’imputato avessero prodotto un reale stato di paura nelle persone offese. Una linea che non ha trovato accoglimento neppure in secondo grado.
La conferma della condanna per stalking si inserisce in un contesto giudiziario più ampio, che vede l’imputato affrontare anche il procedimento per i fatti ancora più gravi del 6 maggio 2024. In quel processo si sono nel frattempo allungati i tempi della perizia psichiatrica disposta per accertare la capacità di intendere e di volere di Manfrinati al momento dell’aggressione: l’incarico affidato al professor Stefano Ferracuti ha ampliato infatti il suo arco temporale, fino alla fine di maggio.
© Riproduzione Riservata


