LA SENTENZA
Sumirago: condannata la santona
Esorcismo violento su una diciottenne. Pena aumentata di un mese nell’appello-bis
Appello bis con condanna per la sedicente santona di Azzate. Accusata di violenza privata perché avrebbe cercato di eseguire con le maniere forti un esorcismo a una diciottenne di Sumirago, i cui genitori sostenevano - sbagliando - che fosse posseduta dal demonio, l’imputata ha subito una nuova condanna in secondo grado. I giudici della quarta sezione penale della Corte d’Appello di Milano l’hanno infatti condannata a quattro mesi con la condizionale e a risarcire 2.500 euro alla parte offesa, assistita dall’avvocato Jacopo Arturi.
La prima condanna (in quel caso a tre mesi di reclusione) nel precedente passaggio in appello era stata invece annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione, perché il verdetto, che aveva a sua volta riformato la sentenza di assoluzione emessa dal Tribunale di Busto Arsizio, era stato emesso senza aver effettuato la riapertura dell’istruttoria dibattimentale come prevede la normativa legata alla riforma Cartabia nel caso di sentenza difforme rispetto al giudizio di primo grado. Cosa che è stata invece fatta nell’appello bis, nel corso del quale è stata risentita la parte offesa, i suoi zii, nonché l’imputata.
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