PROTESTE
Casbeno, il cantiere eterno
Da un mese e mezzo tutto fermo, auto costrette alla gimkana: colpa della burocrazia? Commercianti sul piede di guerra
Non una maceria è stata rimossa, e nemmeno un New Yersey di plastica. Tutto è rimasto fermo ad allora, a fine gennaio, quando il comune annunciò che la sperimentazione della viabilità con il cantiere di Casbeno, all’altezza del cimitero, era terminata e che da lì a poco sarebbero iniziati i lavori di ripristino della zona: pur dando atto che per rifare il manto stradale bisognerà aspettare un clima più favorevole, anche la sistemazione del verde, il rifacimento della segnaletica verticale e dei cordoli e la realizzazione della fermata dell’autobus sembrano essere stati rimandati “sine die”. Il risultato è che la principale arteria di ingresso dal lago non è più un bel biglietto da visita per la città da ormai troppo tempo.
Mentre si aspetta una spiegazione sul perché i lavori non vengano ultimati, il maltempo di questi giorni ci ha messo lo zampino, ma non è una giustificazione per un mese e mezzo di fermo: da un lato, l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Civati prende tempo, dicendo che sono in corso verifiche con gli uffici tecnici, mentre il privato che ha stipulato la convenzione con il comune e realizzato le opere si dice pronto a concludere quanto rimasto in sospeso e sottolinea il fatto di aver terminato gli altri lavori edilizi in anticipo, visto che, parlando del parcheggio di via arrone e del sottopassaggio che porta alla stazione, avrebbe avuto tre anni a disposizione per finire.
Eppure i commercianti avevano chiesto che si mettesse al più presto la parola “fine” allo scempio del cantiere aperto che nei mesi scorsi aveva danneggiato il lavoro di alcune attività della zona. Intanto, i disagi parlano da sé: primo tra tutti una segnaletica provvisoria che può causare incertezze a chi percorre il tragitto per la prima volta, soprattutto per l’ingresso e l’uscita dal cimitero. A non essere segnalata adeguatamente è anche la fermata della linea N in direzione centro, con la gente costretta a stare sul bordo del marciapiede per rendersi visibile. Infine, per chi parte dalle attività commerciali dell’ultimo tratto della via Corridoni è ancora obbligatorio procedere verso destra e non c’è modo di prendere la direzione del lago se non risalendo fino alla rotonda di piazza Libertà, a meno che non si decida di fare una manovra vietatissima, come purtroppo è capitato, e di fare una pericolosa inversione a “U” sotto il ponte della ferrovia.
© Riproduzione Riservata


