IL CASO SICUREZZA
Varese, stazioni: notti da brividi
Il pub sotto i portici di via Casula punito con una sospensione per una rissa. «Ma è avvenuta fuori dal locale, che possiamo farci?». Protocollo per i servizi di vigilanza
Le notti sono turbolente nella zona delle stazioni di Varese. Lo sa bene il pub King Cross, in via Casula, quasi di fronte alle Nord, aperto ormai da 16 anni, di proprietà di Paolo Hu, che è incappato in provvedimento di chiusura per un mese - disposto dalla Questura - a causa di una rissa, l’ennesima, avvenuta fuori dal locale. Attraverso un legale, Furio Artoni, è stato presentato ricorso. Ma il punto è un altro. Il locale, spiega la proprietà, ha un servizio di sicurezza, con un “buttafuori”, e quando il clima diventa incandescente, all’esterno, sotto quei portici, chiude le porte. Ora verranno installate anche telecamere. Ma il problema è la gente della notte, quella che orbita lì intorno, che viene indicata in senza dimora, ubriachi e forse anche spacciatori. «La rissa per quale abbiamo subito noi il provvedimento di chiusura - sottolinea la proprietà - è avvenuta all’esterno e con bottiglie non acquistate da noi». Come dire: paghiamo il prezzo di una realtà che non possiamo controllare. E poi la precisazione che non si tratta di una critica alle autorità e alle forze dell’ordine, «che fanno giustamente il loro mestiere», ma una amara, amarissima constatazione.
I portici di via Casula sono avvolti, soprattutto di notte, nel degrado. Bottiglie gettate oltre le serrande dei locali: una accumulo di vetri. Ubriachi che urlano, litigano. Il Pub King Cross chiude alle 2. A volte, proprio per evitare problemi, anche prima. «Non ci sono carenze da parte del locale» assicura il legale che li segue.
Della questione si è occupato anche Walter Piazza, responsabile provinciale di Federpol, che sta portando avanti un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria (bar, pub, discoteche) per rafforzare la sicurezza. «L’obiettivo è fare in modi che i locali possano beneficiare di servizi di vigilanza avvalendosi di agenzie e personale autorizzati dalla Prefettura». Un invito insomma a non ingaggiare personale improvvisato, che rischia di svolgere attività in forma irregolare.
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