TORINO
Annalena Benini, al Salone del libro ''non è il tempo delle polemiche'
(ANSA) - TORINO, 12 MAG - L'atmosfera c'è già. "Quella specie
di magica polverina della letteratura", la chiama Annalena
Benini. A due giorni dall'inaugurazione del Salone
Internazionale del Libro 2026, che giovedì apre i battenti al
Lingotto, la direttrice parla di giovani lettori, romance, premi
Nobel e piccole case editrici. Con una premessa: "Non è più il
tempo delle polemiche. Il ministro Giuli sarà presente giovedì
all'inaugurazione e poi parteciperà a un incontro con Massimo
Cacciari sulle riviste culturali e di pensiero.
All'inaugurazione ci sarà una sorpresa molto bella di cui non
posso anticipare nulla".
Il tema è 'Il mondo salvato dai ragazzini' ispirato
all'opera di Elsa Morante. "Lo abbiamo scelto per mandare
proprio un messaggio di speranza. E' un appello universale a cui
aggiungiamo la leggerezza, l'allegria, quella cosa fanciullesca
che al Salone si respira in termini di stupore, curiosità,
capacità di farsi sorprendere dai libri. Volevamo davvero dare
la parola ai più giovani", spiega Benini. "Non è vero che i
ragazzi non leggono non è affatto vero. Comprano i libri, li
leggono, sono disposti a lasciarsi guidare anche nelle scelte, a
lasciarsi stupire. Sono curiosi, vanno agli incontri,
gironzolano tra gli stand, mettono da parte i soldi per comprare
i libri. L'idea che i giovani stiano solo sui social è un cliché
ormai esausto, vecchio di 50 anni, e noi volevamo ribaltarlo.
Non si può procedere per stereotipi".
Sullo sfondo restano le discussioni degli ultimi anni: code,
sovraffollamento, il rischio di un Salone troppo spettacolare.
Il Salone, sottolinea la direttrice, "resta un luogo di
qualità", con ospiti come il Nobel ungherese László
Krasznahorkai, Boualem Sansal, Zadie Smith, Peter Cameron,
Irvine Welsh. "Abbiamo lavorato tantissimo sulla fruizione",
assicura. E sull'equilibrio tra evento popolare e festival
letterario risponde senza esitazioni: "Non credo che corriamo il
rischio di perdere la nostra anima". Poi torna sull'immagine che
vorrebbe lasciare ai visitatori: "Per cinque giorni al Salone un
altro mondo è possibile". (ANSA).
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