LA POLEMICA
«Burqa da vietare, riprendiamoci Varese»
Provocazione di Galparoli, l’ex forzista ora con Vannacci, che già dieci anni fa aveva fatto scoppiare un caso nazionale
«Multe a chi porta il burqa. Quando ci riprenderemo Varese... ». È una mezza provocazione quella (ri)lanciata oggi, mercoledì 17 giugno, sui social da Piero Galparoli, coordinatore di un comitato varesino di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci. Di certo è destinata a far discutere. Nel dizionario politico di Galparoli non c’è nulla di inedito: già da esponente di Forza Italia (consigliere comunale e dirigente locale) aveva promosso e fatto approvare una mozione - ribattezzata appunto anti-burqa - che sollecitava un’ordinanza comunale che ne vietasse l’uso per ragioni di sicurezza. Era scoppiata la polemica. Poi, nell’estate del 2026, quando si era appena insediata l’amministrazione comunale di centrosinistra, eccolo tornare alla carica chiedendo l’applicazione del divieto, di cui però non era stato “codificato” nulla nella nei regolamenti locali. Scontro allora con la giunta di centrosinistra. Lo scorso anno la questione era approdata anche in Consiglio regionale.
Una lunga storia dunque quella del burqa e della proposta galparoliana di proibirlo nella Città Giardino in aggiunta, integrazione o modifica a quanto già stabilito da norme nazionali. Il caso, dopo la pubblicazione di una foto di donne islamiche col volto coperto in via Morosini e minacce giunte all’ex forzista, aveva addirittura valicato i confini italiani: erano giunte troupe televisive svizzere e tedesche per raccontare la crociata antiburqa di Varese. Che ora Galparoli torna ad agitare...
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