AL BUIO
Carcere “paralizzato”: lungo blackout a Busto
Il guasto si è protratto da martedì a ieri mezzogiorno
Carcere senza energia elettrica. Per ore e ore. Dal tardo pomeriggio di martedì 2 giugno a mezzogiorno di ieri la casa circondariale di Busto Arsizio è rimasta priva di fornitura elettrica. Le cause non sono note, gli effetti sì: computer in tilt, quindi banche dati inaccessibili e impossibilità di svolgere qualsiasi operazione, che fosse amministrativa, ministeriale o giudiziaria. Buio pesto per tutta notte, cancelli interni bloccati, ventilatori fermi, televisori spenti, frigoriferi fuori uso, attività paralizzate, videosorveglianza spenta. La polizia penitenziaria ha davvero fatto miracoli per garantire almeno i colloqui con i parenti in regime di sicurezza generale e ciò nonostante la ridotta pianta organica e le difficoltà croniche. La loro capacità di gestire l’impasse ha evitato disordini come quelli che nel luglio 2022 scoppiarono nel penitenziario di Cuneo: ci fu una feroce protesta, iniziò il lancio di uova, olio e di cibo nei corridoi e contro gli agenti, volarono bombe carta e bombolette di gas, si accesero focolai di incendi in tutto l’istituto.
Esempio virtuoso
Capita quando gli spazi sono sovraffollati, quando le temperature sono roventi (l’estate dietro le sbarre è una specie di tortura), quando non si vedono vie d’uscita. A Busto però i nervi sono rimasti saldi, tutti si sono rimboccati le maniche e la collaborazione ha prevalso. Resta da capire cosa sia accaduto: sarà stata colpa dei violenti temporali o di un guasto all’impianto, sta di fatto che una volta ripristinato il funzionamento la linea internet non si è riattivata. Non che questo abbia causato disagi ai detenuti, ma agli operatori di problemi ne ha creati parecchi.
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