LA NUOVA STRUTTURA
Canile in via Duni, il no del Wwf: «Danneggia la fauna»
Alle proteste dei residenti si unisce anche l’associazione ambientalista: «L’area scelta è un corridoio ecologico di primaria importanza»

Anche il WWF contro il canile in via Duni: «Così si distrugge un corridoio ecologico fondamentale per la biodiversità». L’associazione ambientalista entra ufficialmente nella partita che da mesi divide amministrazione e cittadini di Varese, chiedendo di rivedere la scelta dell’area destinata al nuovo centro polifunzionale per animali.
IL PROGETTO E LE POLEMICHE
Il progetto, già approvato, prevede la costruzione di una struttura che ospiterà un canile con circa cento posti, un gattile e uno spazio per la fauna selvatica. Una soluzione che il Comune di Varese considera necessaria per superare i limiti dell’attuale canile cittadino, ma che continua a sollevare perplessità. Da tempo i residenti di via Duni contestano la localizzazione, denunciando un impatto ambientale significativo e ricordando che l’area, fino a pochi anni fa a uso sportivo, non era urbanizzata. Sottolineano inoltre come il terreno si trovi a ridosso del PLIS Cintura Verde Sud e all’interno di un corridoio ecologico che ospita fauna selvatica stabile e migratoria.
WWF INSUBRIA: «DANNO ALLA FAUNA SELVATICA»
Ora le stesse osservazioni trovano eco nel WWF Insubria, che ha inviato una lettera al sindaco Davide Galimberti e al presidente della Provincia Marco Magrini, con copia agli assessori e ai presidenti dei parchi regionali Campo dei Fiori e Pineta di Appiano Gentile e Tradate. «Pur condividendo la necessità di ricollocare l’attuale canile – scrive Matteo Colaone, Referente Area Varese-Seprio WWF Insubria –, non possiamo non evidenziare che l’area scelta rappresenta un corridoio ecologico di primaria importanza. Si tratta di prati stabili e filari alberati che garantiscono il collegamento tra i parchi regionali e sovracomunali del Varesotto. Intervenire qui significherebbe compromettere la capacità di spostamento della fauna selvatica». Non solo: l’associazione richiama anche i rischi legati al territorio. «La delicatezza dell’area e la sua fragilità idrogeologica imporrebbero la massima cautela nell’autorizzare nuovi insediamenti. Fermare il consumo di suolo vergine deve essere una priorità». La posizione del WWF arriva dopo gli appelli dei residenti, che hanno chiesto all’associazione un sostegno esplicito. «Noi siamo a favore di un nuovo canile, ma l’area scelta è evidentemente inadeguata», hanno ribadito. Dal canto suo, l’associazione ambientalista si dice disponibile a un confronto con le istituzioni. «Siamo pronti a un dialogo costruttivo con Comune, Provincia, PLIS e Parchi regionali per riconsiderare la localizzazione del progetto», conclude WWF Insubria. La vicenda resta quindi aperta: da una parte l’urgenza di una struttura moderna per gli animali, dall’altra la difesa di un tassello ritenuto cruciale per il patrimonio naturale cittadino.
© Riproduzione Riservata