ROMA
Ermal Meta, una ninna nanna per i bimbi spezzati di Gaza 'figli di tutti'
(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 09 FEB - "Stella stellina / La notte si
avvicina / Non basta una preghiera / per non pensarci più /
Dalla collina si attende primavera / Ma non c'è quel che c'era /
Non ci sei più tu". Ermal Meta si prepara a un grande ritorno a
Sanremo e all'uscita del suo sesto album "Funzioni Vitali" con
un tema scottante che non permette sconti e con un dolore che
non conosce anestetico. E' tra le strade fatte a pezzi di Gaza
(anche se non la nomina mai), stretto "tra muri e mare", con una
delle ninne nanna più dorate della nostra infanzia. Ma,
accompagnato da un sottofondo mediorientale e dall'oud (una
"trovata dell'amico di sempre" Dario Dardust con cui farà anche
il duetto), quello che canta è una morte ingiusta di uno dei
tanti bambini palestinesi. Una piccola che non ha nome né volto,
ma solo manine che fino a poche ore prima stringevano forte una
bambolina.
"Lo so, - dice in un'intervista - avrei potuto scrivere di tante
altre cose. Molti miei amici mi hanno consigliato, visto che ho
avuto una figlia, di scrivere un pezzo per lei. Ma ci sono dei
momenti in cui è importante anche parlare dei figli degli altri,
o meglio, dei figli di tutti. Quello che sta accadendo in
Palestina, penso che sia sotto gli occhi di tutti, è qualcosa di
estremamente grave, è un'emergenza, una catastrofe umanitaria.
Adesso, lungi da me fare politica, perché un artista non
affronta così, credo, quello che scrive. Non voglio
generalizzare ma io lo vedo sempre da un punto di vista 'umano',
perché credo che sia giusto vederlo da questo punto di vista. Io
non voglio discostarmi da quello che provo. Non voglio
allontanarmi da quello che provo. E soprattutto non lo voglio
edulcorare, non lo voglio mascherare". E lo strazio di non
volere né potere lenire il dolore viene raccontato anche dal
brano: "Ho cercato di strapparmi il cuore / Perché senza non si
muore / Ma ho avuto paura nel mentre di non sentire più niente".
L'artista spiega anche di come il fatto di essere un padre -
della piccola Fortuna, nata nel 2024, ma anche di due ragazze
conosciute con la sua compagna in un orfanotrofio in Albania e
adottate - abbia cambiato anche la sua "sensibilità artistica,
che è molto assoggettata alla sensibilità umana": "La tua
capacità di essere empatico aumenta, quindi quando il tuo cuore
si allarga in qualche modo e la tua pelle si assottiglia,
probabilmente filtrano altre cose...".
Ermal Meta canta i piccoli palestinesi ma non dimentica i
bambini vittime delle guerre del mondo: "Può essere una
qualunque bambina innocente, è ovvio che sia così, perché i
bambini non devono pagare il prezzo della follia degli adulti.
Certo io racconto ciò che mi ha spinto a scriverlo, quindi da
dove arriva la luce che entra nel prisma. Ma poi può andare a
finire in tante direzioni diverse, può espandersi. Però -
sottolinea con forza , non facciamo l'errore di definire
'guerra' quello che succede a Gaza, perché non è una guerra, è
un massacro".
Nasce quindi spontaneo parlare della sua posizione
sull'Eurovision: "Ci ho riflettuto abbastanza e penso che ci
siano diversi modi di protestare. L'Albania per 47 anni ha
vissuto sotto il tallone d'acciaio della dittatura comunista e
non potevi protestare apertamente, perché finivi direttamente
fucilato o impiccato. C'era un altro modo per protestare ed era
il silenzio, informarsi in modo diverso, in maniera alternativa.
Anche lì se ti beccavano, finivi nei campi di concentramento o
meglio di 'rieducazione politica' li chiamavano. Nell'89 è
caduto il muro di Berlino e delle teste si sono levate senza
avere la paura di essere staccate, come è accaduto a mio nonno a
solo 30 anni. Poi è arrivato il '90 e i movimenti studenteschi
si sono sollevati con una tale forza tutti insieme. Tutto è
partito da Tirana, io quel giorno c'ero in piazza e ho visto
cos'è successo: se quel giorno non ci fossero state le persone
in piazza non avremmo raggiunto la libertà". E quindi dice: "Ci
sono diversi modi per protestare, uno di questi è il silenzio,
uno è anche boicottare e un altro è esserci e dire la propria.
Con il messaggio che ha Stella Stellina, penso che sarebbe
sbagliato non andarci".
Nel nuovo album di inediti 'Funzioni vitali' in uscita il 27
febbraio, dalla scrittura "breve ma intensa" che gli ha
risucchiato "molta energia emotiva", Ermal Meta propone un
viaggio nel tempo tra Levi's consumati, braccialetti della
fortuna, droni, terre lontane e vicine e la sana quotidianità
delle piccole cose come un piatto di 'spaghetti in bianco' con
sonorità nuove, ricerca musicale e un approccio narrativo più
profondo. E c'è addirittura la mitica DeLorean: "Io non so se
cambierei qualcosa, - dice citando Ritorno al Futuro - perché
poi ogni minimo cambiamento del passato può avere terribili
conseguenze sul futuro. Non cambiare niente Marty. Però
sicuramente mi sarebbe piaciuto tanto conoscere mio nonno. Chi
l'ha conosciuto, lo descrive come un grande uomo".
E sul festival, dove Ermal Meta ha sempre fatti incetta di podi,
premi della critica e vittorie indimenticabili, dice: "Sono
molto emozionato, anzi scalpito. Anche perché l'ultima volta è
stata nel 2021 e il mio ultimo ricordo del festival è di una
sala vuota per il Covid, 'giù i braccioli, sù i braccioli', la
genialata di Fiorello, però la presenza del pubblico cambia
tutto. Non vedo l'ora di provare di nuovo quella sensazione che,
anche se hai tutta l'esperienza del mondo, ti stringe lo stomaco
un attimo prima di uscire sul palco che ancora non so ancora se
mi piace o no". Dopo Sanremo, Ermal Meta porterà il nuovo
repertorio insieme ad altri brani nei club italiani con il tour
"Live 2026 - Club" che partirà il 29 aprile dall'Afterlife di
Perugia e toccherà Firenze, Bologna, Milano, Padova, Torino,
Roma, Molfetta (Bari) e Napoli. Sarà inoltre il Maestro
Concertatore della Notte della Taranta. (ANSA).
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