DEGRADO
La solita discarica in Arno
Nel tratto di piazza Piemonte, sul letto in secca, ancora sacchi di rifiuti vari.
Ancora e ancora, non c’è stagione che tenga. La scorsa estate il verde riusciva a nascondere un po’ lo scempio, mentre adesso che i rami sono secchi non c’è alcuno schermo a frapporsi tra l’occhio dei passanti e i rifiuti: all’altezza del ponte di piazza Piemonte continuano a essere scaricati nel letto dell’Arno oggetti di ogni tipo. Un problema che tiene banco da anni.
Ieri mattina, mercoledì 12 gennaio, era la volta di sacconi neri, bottiglie di plastica, alcune assi, un tubo arrugginito o qualcosa di molto simile. Poco più lontano, seguendo il torrente nella direzione delle scuole, tanti sacchetti colorati con gli escrementi dei cani.
«Qui in fondo c’è uno spazio verde, vengono a portare a passeggio il cane, fanno tutto il giro», spiegano alcuni residenti. Poi i bisogni dei quattrozampe finiscono nel fiume.
Topi in giardino
Non è che non si pulisca, anzi. Ma a sporcare si fa molto più in fretta e il fatto che la competenza dell’alveo sia dell’Aipo, che per sua natura deve occuparsi di un bacino ben più ampio del solo corso gallaratese dell’Arno, in passato ha allungato la trafila. Così in questo angolo di Arnate l’abbandono della spazzatura nel letto del torrente resta un cruccio con il quale fanno i conti coloro che vivono in zona.
«Dove è sporco arriva altro sporco», rimarcava ieri uno degli abitanti del quartiere, Ernesto Effimeri. E, ora che gatti ce ne sono meno di una volta, i topi si spingono dal letto in secca verso i giardini delle abitazioni.
Il signor Giulio
A lungo il primo a fare la guardia contro gli zozzoni è stato il signor Giulio. «Un nostro vicino, una persona bravissima», spiega Effimeri. «Dalla finestra rimprovera chi prova a gettare i rifiuti». Soltanto che chi vuole approfittarsene per mollare spazzatura di qualsiasi genere direttamente dal ponte o dal passaggio che si forma alla fine del guardrail di via Bellora non fa fatica a scegliere orari e momenti in cui può agire indisturbato.
«Come si fa a vederli?», spiegava ieri al citofono una gallaratese. Alcuni residenti hanno pensato persino alle telecamere, ma non è facile come a dirsi e sono gli abitanti del quartiere i primi a sottolinearlo. Anche perché piazza Piemonte è uno dei luoghi più sporcati lungo l’asta dell’Arno, ma non è l’unico: vicino a largo Buffoni, a esempio, in passato sono stati lasciati alcuni ingombranti mentre in via Renzo Colombo spesso è stata la siepe a diventare ricettacolo dell’immondizia. Senza contare il resto del territorio cittadino. Proprio ieri mattina un giovane corridore si doleva degli abbandoni continui di materiale lungo via Galvani, vicino al passaggio a livello che si progetta di eliminare grazie a un’intesa tra Rfi e Comune, dove vecchi giocattoli, piatti rotti e robaccia imbrattano il verde nonostante la rete posata come deterrente. «Ed è stato anche peggio di così», rimarcava il ragazzo.
Cartelli fai-da-te
Di peculiare, rispetto ad altri punti del torrente, il tratto tra piazza Piemonte e le scuole di Arnate ha la presenza di un numero alto di sacchetti di escrementi di animale. «Avevamo messo cartelli da tutte le parti», ricorda Marisa Bianchi. Gli ultimi messaggi sono stati tolti quando hanno cominciato a rovinarsi. La zona dietro le Battisti è perfetta per far fare due passi ai cani, c’è l’erba, ma non è un giardino e così fido può sgranchirsi le zampe senza problemi.
«Se ci fossero dei contenitori – ricordano i residenti – però dovrebbero essere di ferro, ben fissati, per non essere danneggiati».
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