TAGLIO DEL NASTRO
Gallarate, due nuove mostre al Maga
Questa mattina l’inaugurazione delle esposizioni di Scheggi e Agnetti
Dopo il successo della grande mostra dedicata a Kandinsky, il Museo Maga rilancia e apre una nuova stagione espositiva puntando ancora una volta sull’arte contemporanea internazionale. Questa mattina - giovedì 21 maggio - sono state inaugurate le mostre “Qui e altrove. Gli ambienti di Paolo Scheggi 1964-1971” e “Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche”, visitabili dal 24 maggio all’11 ottobre.
L’arte che diventa esperienza
Le due esposizioni raccontano due protagonisti assoluti dell’arte italiana del secondo Novecento, affrontando aspetti diversi ma complementari delle loro ricerche. La mostra dedicata a Paolo Scheggi, curata da Ilaria Bignotti ed Emma Zanella, accompagna il visitatore dentro ambienti immersivi, installazioni e strutture geometriche pensate per essere attraversate e vissute. Sessanta opere tra fotografie, documenti e maquette ricostruiscono il percorso creativo dell’artista, con due ambienti storici tornati accessibili dopo cinquant’anni dalla loro dispersione: “Piramide della metafisica” e “Tomba della geometria”.
«Per lui arte era vita e ogni aspetto del quotidiano ne faceva parte», ha raccontato la figlia dell’artista e presidente dell’Associazione Paolo Scheggi, sottolineando l’emozione per una mostra «che mi ha riempito il cuore». Centrale anche l’ingresso dell’opera “Struttura modulare” nella collezione permanente del museo grazie ai fondi ministeriali del PAC 2025.
Agnetti e le fotografie che diventano pensiero
Accanto agli ambienti di Scheggi, il MA*GA ha acceso i riflettori sulla fotografia concettuale di Vincenzo Agnetti. Curata da Alessandro Castiglioni, la mostra esplora il rapporto tra immagine, linguaggio e memoria attraverso venti opere che raccontano il pensiero dell’artista milanese. Tra i lavori più attesi anche “Il Trono”, realizzato a quattro mani con Scheggi nel 1970. «Una mostra bella e commovente», ha commentato Germana Agnetti, ricordando come il percorso espositivo permetta di conoscere l’artista «attraverso tracce e frammenti». Le opere entreranno a far parte del patrimonio del museo grazie al progetto Strategia Fotografia 2025 promosso dal Ministero della Cultura.
Il Maga rilancia Gallarate
Per il Maga si apre così una nuova fase dopo i numeri registrati dalla mostra su Kandinsky. «Il museo si conferma un punto di riferimento provinciale e nazionale», ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, complimentandosi per «il lavoro di ricerca, studio e valorizzazione». Sulla stessa linea anche l’assessore Stefania Picchetti: «Dopo Kandinsky si apre una nuova stagione di mostre. Fondamentale il lavoro fatto per intercettare fondi ministeriali». L’assessore alle Attività produttive e vicesindaco, Belinda Simeoni ha invece sottolineato il ruolo del museo nel rilancio culturale della città: «Un presidio vivo che continua a creare occasioni e attività per il territorio». Soddisfatto anche il presidente del Maga, Mario Lainati che ha evidenziato la «grande vitalità» del museo mentre la direttrice del Maga, Emma Zanella ha accordato come le due mostre partono dalla volontà di acquisire le opere e rende le parte del patrimonio del Museo. A completare il percorso espositivo anche il focus dedicato a Giovanni Ferrario e alle opere generate con l’intelligenza artificiale.
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