IL CASO
Gallarate, medico picchiato: paga Asst
Il giudice del lavoro condanna l’azienda
Non si contano le aggressioni al personale del pronto soccorso. Le tensioni per le lunghe attese con incursioni di pazienti ubriachi, sotto effetti di stupefacenti o psichicamente instabili hanno dato tregua solo durante la pandemia e ora sono riprese come prassi da tollerare. Non tutti però sono disposti a prendere botte durante il servizio e chiedono all’azienda sanitaria una maggiore tutela per gli operatori. Nei giorni scorsi il giudice della sezione del lavoro del tribunale di Busto Franca Molinari ha sancito la responsabilità della Asst Valle Olona per le lesioni subite da un medico che nella notte del 21 maggio del 2018 venne percosso da un uomo accompagnato dall’ambulanza in uno stato di ebbrezza ingestibile. Il dottore intervenne in aiuto di un collega che stava soccombendo e si ritrovò lui stesso ko. L’azienda - difesa dall’avvocato Marco Rodolfi - dovrà risarcire il danno differenziale (che è la cifra ottenuta dalla differenza tra quanto versato dall’Inail a titolo di indennizzo per infortunio sul lavoro o malattia professionale, e quanto è possibile richiedere al datore di lavoro) che verrà accertato in una seconda fase del procedimento. L’Asst, nel corso delle udienze, ha cercato di sostenere la sussistenza di un concorso di colpa del medico stesso, «perché è stato lui a voler intervenire nella colluttazione senza che alcuna norma di legge lo obbligasse. È stata una libera scelta del ricorrente quella di intervenire esponendosi al rischio di infortuni». Una lettura della vicenda che il giudice Molinari ha smontato con fermezza. E nella sentenza elenca le carenze che la stessa Prealpina denuncia da anni: «È pacifico che nel pronto soccorso di Gallarate non ci fosse personale addetto alla sicurezza per garantire l’incolumità dei dipendenti. La Costituzione impone di proteggere in modo pieno e incondizionato la loro salute».
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