L’ALLARME
Gallarate: nel 2030 mille bimbi in meno
Istat fotografa un futuro di culle vuote. E i single sono in forte aumento
Quasi trecento bambini di meno da qui al 2030. I conti li ha fatti l’Istat, l’istituto nazionale di statistica che di recente ha messo a disposizione le proiezioni per i prossimi anni circa l’andamento della popolazione sulla base dei trend registrati finora. E il quadro che si prefigura non è confortante.
Nel 2020 i bimbi nella fascia 0-4 a Gallarate erano 2.282, ma secondo i calcoli potrebbero scendere a 1.989 da qui a otto anni. Calo ancora più marcato se si guarda agli under 10: andando avanti così si rischia di perdere un migliaio di bambini, passando dai 4.927 di oggi ai 3.937 stimati nel 2030.
Più lutti che fiocchi
Che l’Italia faccia pochi figli non è una novità e Gallarate non fa eccezione. Il sindaco Andrea Cassani con i suoi tre bimbi si colloca sopra la media non solo cittadina ma pure nazionale. Eppure i dati storici dicono che non solo i fiocchi rosa e azzurri sono pochi, ma da tempo in città si fa fatica a tenere testa ai funerali.
L’anno nero del Covid - il 2020 - ha scavato un fossato: 396 nati contro 677 morti. Saldo certificato dall’Istat: -281. Però non è che prima andasse tutto bene. Dal 2015 Gallarate si è trovata a fronteggiare un numero negativo nel bilancio demografico. Fino all’anno precedente, tutto sommato, i genitori avevano tenuto botta.
Nel 2012 addirittura si era registrato un +56 a favore della vita (528 nati contro 472 deceduti), diventato sostanziale pareggio nel 2013 (519 a 514). Sette anni fa il sorpasso dei funerali, diventati 25 più delle nascite.
Baby card e quoziente familiare
E allora il Comune è corso ai ripari. Da qualche anno Palazzo Borghi ha introdotto la baby card, un assegno che ogni anno viene destinato alle coppie che mettono al mondo un pargolo e vanno oltre la barriera del figlio unico. Nella consapevolezza che non è un bonus una tantum a convincere i giovani a imbarcarsi nell’impresa, ma di certo è un biglietto di benvenuto al mondo che fa piacere alle neomamme e ai neopapà.
E poi il quoziente familiare: il sindaco Cassani all’avvio del suo secondo mandato ha dato preciso incarico al consigliere Luigi Galluppi di studiare un modo per facilitare la vita alle famiglie in termini economici quando si tratta di tasse e tariffe. Perché al di là del bonus iniziale, i conti di una famiglia numerosa si fanno giorno per giorno. Al supermercato, al momento di scegliere una squadra sportiva, quando si tratta di fare il cambio di guardaroba.
Il sorpasso dei single
Sempre l’Istat dice che la città si colloca in linea con la media lombarda che vede le famiglie composte, in media, da poco più di due abitanti per nucleo. Che significa – per fare un esempio noto – che se a casa Cassani sono in cinque, per ottenere il dato medio di 2,2 componenti per famiglia certificato dal bilancio di fine primo mandato del sindaco sono tante le abitazioni dove si trovano solo single.
Lo stesso report stilato poco prima delle elezioni che hanno confermato il primo cittadino a Palazzo Borghi per altri cinque anni aveva messo nero su bianco pure il sorpasso degli scapoli sugli ammogliati del 2019: 44,8 per cento single contro 44,4 per cento dei gallaratesi sposati.
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