Giappone
Giappone, morto lo zio dell'imperatore, principe Mikasa
Aveva 100 anni, una personalità importante del '900
Roma, 27 ott. (askanews) - All'età di 100 anni è morto il principe Mikasa, zio dell'imperatore Akihito e personalità rilevante negli eventi storici del Giappone nella prima metà del XX secolo. L'ha reso noto oggi l'Agenzia della casa imperiale.
Mikasa no Takahito era il più giovane dei fratelli di Showa, che è il nome postumo del precedente imperatore Hirohito. Da quanto scrivono i media nipponici, era ricoverato da maggio per una polmonite. Secondo quanto ha riferito l'Agenzia della casa imperiale, era riuscito a riprendersi ma il cuore si era fortemente indebolito ed è così morto oggi all'Ospedale internazionale San Luca di Tokyo.
Il decano della Casa imperiale era nato il 2 dicembre 1915. Gli è sopravvissuto la moglie, la principessa Yuriko, che ha 93 anni e che, secondo l'agenzia, era al suo capezzale nel momento del trapasso. L'anziano principe era malato da tempo di cuore e, al'età di 96 anni, era stato operato.
Mikasa, anche se non aveva alcuna possibilità di diventare imperatore, era ancora nella linea di successione imperiale, al quinto posto dopo il principe ereditario Naruhito (56 anni), il principe Akishino (50 anni), il principe Hisahito (10 anni) e il principe Hitachi (80 anni).
Il primo ministro nipponico Shinzo Abe ha espresso il "senso di dolore alla notizia della sua morte", secondo quanto ha riferito il portavoce del governo Yoshihide Suga. L'imperatore Akihito, 82 anni, ha cancellato l'incontro con il controverso presidente filippino Rodrigo Duterte, in visita a Tokyo, in segno di lutto.
Mikasa servì in un reggimento di cavalleria in Cina durante la guerra come ufficiale, sotto falso nome. Tuttavia la visione delle atrocità del conflitto gli fece assumere posizioni critiche. Secondo gli storici, vide nel 1940 un film sulle bombe batteriologiche giapponesi e spinse lo stesso Hirohito alla visione. Nel 1945, al suo ritorno dalla Cina, avrebbe parlato nel Consiglio privato in termine che suggerivano al fratello di abdicare, assumendosi la responsabilità per la guerra. Cosa che Hirohito non fece e mantenne il trono grazie agli americani.
Nel dopoguerra si espresse più volte contro la guerra, anche denunciando crimini, e contro una ricostituzione di una sacralità imperiale. Negli anni '50 si oppose all'idea che l'11
febbraio, giorno in cui il primo imperatore Jimmu ascese al trono nel 660 avanti Cristo, un evento mitologico, diventasse festa nazionale.
Ma, nella seconda metà del '900 fino alla sua morte, l'interesse di Mikasa, più che alla politica, andò alla ricerca. Si laureò in studio orientali, interessandosi in particolare al Medio Oriente, diventando anche presidente della Società giapponese di orientalistica. Nel giorno del suo 100mo compleanno fu resa nota una sua dichiarazione: "Ho compiuto 100 anni, non è cambiato proprio niente".
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