ACCADDE NEL 1976
Il quasi sorpasso del Pci sulla balena “maleodorante”
Alle Politiche il rischio concreto che i comunisti ottenessero più voti, come accadde otto anni dopo alle Europee
Domenica 20 e lunedì 21 giugno 1976 la tensione era palpabile. Oltre il 93% degli aventi diritto si recò alle urne per le Politiche. C’era chi tremava di speranza, chi di paura. Una sola parola aleggiava nell’aria: sorpasso. C’era la possibilità, mai così concreta, che il Partito comunista italiano ottenesse più voti dell’invincibile “balena bianca”. Quella Moby Dick che nessuno era riuscito a scalfire, che progrediva dall’inizio della Repubblica galleggiando in una solida maggioranza, iniziava a dare segni di cedimento. A suggerirlo una generale sfiducia nella Democrazia cristiana per il suo scadimento morale, segnato primo fra tutti dallo scandalo di tangenti Lockheed, risalente all’inizio del 1976. E poi la situazione stagnante del Paese. Dopo il boom economico, erano gli anni dell’austerity, delle domeniche a piedi. L’inflazione non era mai stata così alta mentre il Pil era in caduta libera. Si intensificavano anche gli scontri sociali: il terrorismo nero lasciava spazio a quello rosso, che esplose una settimana prima del voto, l’8 giugno, quando le Brigate rosse spararono per uccidere al procuratore di Genova Francesco Coco. Dall’altra parte della scheda elettorale un Pci galoppante dopo le regionali dell’anno prima. Il timore dei centristi fu cristallizzato nel titolo di un articolo di Indro Montanelli: «Turatevi il naso e votate DC». Si poteva sopportare il tanfo di immoralità, ma la priorità doveva restare l’anticomunismo. Gli elettori “obbedirono”: il Pci arrivò al suo massimo storico, 34,37%, ma la Dc si confermò al 38,71%. «Ci sono stati due vincitori», proclamò Aldo Moro. Il sorpasso avvenne otto anni dopo, il 17 giugno 1984. Un unicum storico: 33,33% al Pci e 32,96% alla Dc. L’affluenza leggermente più bassa (82%) lo segnala, si trattava delle Europee. Per la prima e unica volta i comunisti si affermarono come primo partito a un’elezione su base nazionale. Il leader Enrico Berlinguer non assistette a questo avvenimento storico: era morto per emorragia cerebrale dopo un comizio sei giorni prima, l’11 giugno.
La quinta puntata dell’inchiesta “Voto perduto” sulla Prealpina di sabato 7 febbraio in edicola e disponibile anche in edizione digitale
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