IN TRIBUNALE
Il vuoto di Elena Pagani: «La mia vita è inutile»
Accusata dell’omicidio del suocero, Romolo Baldo, a Saronno. La perizia psichiatrica: «Rischio ricaduta, serve la Rems»
«Continuo a pensare a come possa essere successa una cosa del genere perché non me lo spiego nemmeno io. La mia esistenza adesso è inutile»: Elena Pagani, 42enne a processo per l’omicidio del suocero Romolo Baldo, il 9 giugno del 2025 era solo parzialmente capace di intendere e di volere. Lo ha spiegato ieri mattina, mercoledì 13 maggio, la psichiatra Milena Provenzi, incaricata dalla corte d’assise presieduta dal giudice Rossella Ferrazzi di esprimersi sulle condizioni psichiche dell’imputata.
RISCHIO RICADUTA
A parere di Provenzi, attualmente persistono la «vulnerabilità psicopatologica e la limitata consapevolezza della malattia» Ma anche «la discontinuità dei percorsi di cura», Pagani è dunque «a rischio di ricaduta clinicocomportamentale», tale da poter essere valutato in termini di «pericolosità sociale psichiatrica». Il perito suggerisce il ricovero in una Rems, finalizzato «alla stabilizzazione e alla successiva progettazione riabilitativa», si legge nelle 42 pagine depositate alla corte d’assise. Capelli rossi, viso acqua e sapone, l’ex insegnante di inglese ha trascorso l’udienza fissando il vuoto, in totale apatia e inespressiva. Il suo avvocato, Angelo Murdolo, contesta l’esito della perizia, ieri mattina ha dato battaglia in aula controbattendo con le conclusioni delle sue consulenze, ma è stato solo il primo round. Si torna in aula il 29 giugno.
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