IL CASO
L’Insubria e il libro “fantasma” sull’Olocausto
Il volume è contestato per le tesi ritenute revisioniste e l’uso di dati controversi, ma non è mai stato pubblicato. La rettrice Pierro prende le distanze «con assoluta fermezza»
Il caso di un libro “fantasma” sull’Olocausto, ritenuto negazionista, agita l’Università dell’Insubria. La polemica è nata sui media attorno al volume “Un genocidio chiamato Olocausto. Eresie e ortodossia a confronto” di Antonino Salerno, annunciato dall’editore Mimesis ma mai pubblicato, e martedì 27 gennaio, Giornata della Memoria, è arrivato nell’ambiente accademico.
IL LIBRO CONTESTATO
Il manoscritto, un’opera di oltre 1.400 pagine, è al centro di contestazioni per le tesi ritenute revisioniste e per l’uso di dati controversi, come quelli sui decessi nei lager riportati dalla Croce Rossa o sulle stime delle vittime della Shoah. Segnalazioni e articoli critici hanno preceduto la comunicazione dell’editore, che ha parlato di un testo «non disponibile» e diverso dal progetto iniziale, determinando l’annullamento della presentazione prevista il 30 gennaio a Varese nell’ambito del progetto Giovani Pensatori del Centro Internazionale Insubrico Carlo Cattaneo e Giulio Preti.
LE PAROLE DELLA RETTRICE
In un comunicato molto duro, la rettrice dell’Insubria Maria Pierro ha precisato che il patrocinio dell’Ateneo riguardava esclusivamente le iniziative per la Giornata della Memoria e che il coinvolgimento dell’autore del volume era stato deciso autonomamente dal professor Fabio Minazzi, senza informare gli organi di governo. Pierro ha preso «con assoluta fermezza» le distanze da qualunque posizione riconducibile anche indirettamente a forme di negazionismo o riduzionismo della Shoah, «fatto storico incontrovertibile e ampiamente accertato». Ha richiamato la «tutela della verità storica, della dignità delle vittime e dei valori di libertà e responsabilità» come presupposto irrinunciabile dell’azione dell’Università, riservandosi «opportune valutazioni e misure» a tutela dell’Ateneo.
EVENTO CONFERMATO
L’incontro del 30 gennaio si terrà comunque, trasformato in una riflessione su Auschwitz oggi, con interventi di Minazzi e Stefania Barile dedicati alla filosofia e alla didattica della Shoah.
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