LA TRAGEDIA
Video e tabulati telefonici al setaccio: caccia ai complici del ladro ucciso
Ondata social e interventi politici, sostegno a Jonathan: le reazioni dopo la tentata rapina a Lonate Pozzolo con epilogo tragico
«Io sto con Jonathan», «ha fatto bene», «se Massa non fosse entrato a rubare sarebbe ancora vivo»: i social traboccano di sostegno e ammirazione per il trentatreenne che mercoledì mattina, aggredito da due ladri in cucina, ha reagito pugnalandone uno all’addome. Il sinti è morto all’ospedale di Magenta, la Procura ha qualificato il fatto come legittima difesa e nel frattempo cerca i complici del morto, che rispondono di tentata rapina. I carabinieri stanno passando al setaccio i filmati delle telecamere e i tabulati telefonici di Adamo Massa. Nei prossimi giorni il cadavere sarà sottoposto ad autopsia. L’uomo - residente in un campo nomadi di Torino - lascia un figlio appena maggiorenne e la compagna.
Le indagini, i filmati e i tabulati telefonici
Carabinieri e Procura sono al lavoro per completare le indagini sull’assalto nella villetta di via Montello. I malviventi che erano col trentasettenne sinti ucciso dal padrone di casa, non sono ancora stati individuati. L’accusa è di tentata rapina. Gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere, i tabulati telefonici del nomade, le celle agganciate lungo il tragitto da Torino a Lonate Pozzolo e poi da Lonate al Pronto soccorso di Magenta, dove mercoledì pomeriggio Massa è stato scaricato in fin di vita. La combinazione di questi dati in genere funziona, ma serve pazienza. Intanto oggi, venerdì 16 gennaio, il pubblico ministero Nadia Calcaterra conferirà l’incarico per l’autopsia al medico legale Silvia Damiana Visonà: la causa del decesso è indubbiamente la pugnalata inferta all’addome dal trentatreenne Jonathan Rivolta ma è necessario verificare la compatibilità della ferita con la ricostruzione fornita dal giovane ricercatore di Economia.
Notte insonne
La condotta del ragazzo non è punibile perché, come recita la norma, Rivolta è stato «costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta». L’articolo 52 precisa «sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa» e stando a quanto emerso da un intero pomeriggio di deposizione, Rivolta è stato aggredito selvaggiamente dai due ladri. Avvicinato dalla Prealpina, Jonathan non ha nascosto lo stato di prostrazione emotiva in cui si trova da giorni, «non riesco neppure a dormire», ma «non me la sento di dire nulla», ha risposto con tono angosciato.
Magoni: «Rispetto e sostegno per Jonathan»
L’europarlamentare di Fratelli d’Italia Lara Magoni esprime pieno sostegno a Jonathan Rivolta, il 33enne di Lonate Pozzolo che si è difeso durante una rapina nella propria abitazione, conclusasi con la morte di uno degli aggressori. «Quanto accaduto a Lonate Pozzolo è un episodio drammatico che non può essere piegato a letture ideologiche o strumentali – dichiara Magoni –. Jonathan Rivolta si è trovato improvvisamente aggredito nella sua casa, nel cuore della notte, mentre dormiva. Di fronte a una violenza improvvisa e concreta, ha reagito per difendere la propria vita». Secondo l’europarlamentare di FdI, i primi riscontri investigativi delineano un quadro chiaro: «Gli elementi emersi finora, a partire dalle ricostruzioni degli inquirenti, indicano che Rivolta abbia agito in una situazione di pericolo attuale e grave». Magoni sottolinea anche l’aspetto umano della vicenda: «Jonathan è ferito, sotto shock, e sta vivendo ore difficilissime insieme alla sua famiglia. Merita rispetto, non assedio mediatico né processi sommari. La responsabilità dovrebbe essere in capo a chi ha scelto di entrare armato in casa altrui, mettendo a rischio vite umane». Infine, un richiamo al tema della sicurezza: «Difendere chi si protegge da un’aggressione non significa giustificare la violenza, ma riaffermare il diritto fondamentale di sentirsi al sicuri nella propria casa. La difesa è sempre legittima e continuerò a stare dalla parte delle vittime, non dei criminali».
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