EMOZIONI IN AEROPORTO
Malpensa, urla e abbracci: rientrati gli studenti da Dubai
L’aereo è atterrato in serata. «Paura? Sì, ne abbiamo avuta». Inno di Mameli in volo
È atterrato alle 19.25, stasera, martedì 3 marzo, il volo da Abu Dahbi che ha riportato a casa 200 studenti italiani da Dubai dove da sabato sono avvenuti bombardamenti dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. Poi, i ragazzi sono usciti, scortati dalla Polizia, dal gate B degli arrivi al terminal 1 di Malpensa.
URLA E ABBRACCI
Urla, abbracci, applausi, risa e selfie sono il modo in cui sono stati accolti da famiglie e amici i duecento studenti italiani rientrati dagli Emirati Arabi questa sera con un volo da Abu Dhabi. «Adesso che sono qua e ho baciato mia mamma sto bene. Prima no, però adesso bene» ha detto uno di loro, Valerio Schiavoi.
È stato duro «il fatto di non sapere niente, non sapere quando tornavamo. Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile il nostro ritorno: lo Stato, gli Emirati, la WSC Italia. Siamo a casa» ha aggiunto.
«PAURA? SÌ»
Paura c'è stata «sì la prima sera, sì perché era tutto nuovo: vedevamo i missili passare e non sapevamo cosa fare. Dopo abbiamo cominciato un po’ a capire quando andare nel bunker, gli allarmi quando funzionavano» ha aggiunto Valerio.
«È stata un po’ dura ma è andata bene» ha concluso, pronto a un altro viaggio di studio «non magari in questo momento negli Emirati Arabi o in Medio Oriente, però sì».
A parlare di «due notti d’inferno» è stata una delle insegnanti che era con gli studenti: «Non riesco neanche a descriverlo. Giorno e notte, una cosa terribile».
L’INNO DI MAMELI
Qualcuno dei 200 studenti italiani della World’s Student Connection rientrati oggi dagli Emirati Arabi, era talmente felice di tornare a casa che ha anche intonato l’inno di Mameli sull’aereo che li ha riportati dagli Emirati Arabi.
Lo hanno raccontato, una volta arrivati a Malpensa, Roberto e Maurizio, studenti milanesi di 17 anni. Hanno spiegato di aver avuto «paura la prima notte». «Siamo stati assistiti e ci siamo fatti forza gli uni con gli altri. Mentre rientravamo sull’aereo qualcuno ha intonato l’Inno italiano perché eravamo felici finalmente di tornare a casa. Pensiamo comunque alle persone che sono rimaste là e a chi in Iran è sotto le bombe».
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