HOCKEYMERCATO
Mastini, c’è De Nardin: «Ho sempre ammirato Varese, ora sono qui»
Terzino veneto di 25 anni. «Il mio lavoro è quello di non far segnare gli altri, ma posso aiutare anche in attacco»
E con questo sono tre: terzo ingaggio dei Mastini in vista della prossima stagione con la firma del terzino Erwin De Nardin, 25enne di origine veneta reduce da due campionati in IHL con le maglie di Aosta e Alleghe.
LA CARRIERA
Dopo la gioventù passata tra Feltre e proprio Alleghe, De Nardin tra il 2018 e il 2022 si è spostato in Austria per maturare, rientrando poi in Italia con la maglia dell’Unterland. Due e mezzo le sue stagioni in Alps Hockey League con le maglie dei Cavalieri della Bassa Atesina e del Gherdeina, prima appunto di scegliere Aosta nell’estate del 2024 e iniziare il suo percorso in IHL durante il quale diverse volte ha avuto modo di sfidare i Mastini, compreso l’ultimo campionato con le Civette agordine.
L’IDENTIKIT
De Nardin è un terzino (175 centimetri per 88 chilogrammi) che nel gergo hockeystico si chiama “stay-at-home”, cioè un difensore poco offensivo e molto attento alla posizione e alla solidità dell’intero reparto. De Nardin arriva a Varese con in carriera un bagaglio di 84 partite in Alps Hockey League e 127 in IHL comprese le ultime giocate proprio contro i Mastini considerando le quattro partite dei quarti di finale terminati lo scorso 7 marzo.
«OPPORTUNITÀ COLTA AL VOLO»
Queste le sue parole dopo la firma sul contratto che lo legherà ai gialloneri: «Varese è sempre stata una squadra che ho ammirato fin da quando giocavo nell’Unterland alcuni anni fa, e ho continuato ad ammirarla anche nelle mie esperienze successive. Mi è arrivata questa opportunità e ho colto al volo e con pieno entusiasmo l’occasione proprio perché non avevo mai avuto la possibilità di giocare per Varese. La IHL in queste ultime stagioni si è innalzata molto di livello anche per l’arrivo di vari stranieri che hanno contribuito a migliorare il gioco e la qualità». Queste invece le considerazioni sulle sue qualità da spendere sul ghiaccio: «Il mio lavoro è quello di non far segnare gli altri, meno quello di marcare dei gol anche se quando mi è stata data l’opportunità di giocare il powerplay, come l’anno scorso ad esempio, ho potuto aiutare la squadra in modo diverso, anche in zona d’attacco. So mantenere la posizione e dare solidità anche se non ho un fisico possente. Mi sento abbastanza completo proprio per queste mie caratteristiche e se sono questo tipo di giocatore lo devo anche agli allenatori che ho avuto che mi hanno comunque dato tutti qualcosa».
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