VIOLENZA SESSUALE
Saronno, ventenne stuprata nella ex Cantoni
La giovane è stata anche picchiata. Arrestato uno spacciatore maghrebino, un secondo uomo sarebbe riuscito a scappare
Stuprata all’ex Cantoni, alle spalle del centro pedonale di Saronno, da almeno due uomini. Un’esperienza terribile che alla ventenne lascerà una ferita dolorosa. È successo durante la notte di domenica: i carabinieri al momento hanno arrestato uno degli aggressori, un maghrebino che vive di spaccio. Ma c’era almeno un altro uomo con lui che però è riuscito a scappare prima dell’arrivo della pattuglia.
LA SERATA
La ragazza, un’italiana dall’esistenza complicata, avrebbe trascorso la serata girovagando per le strade della città in compagnia di conoscenti disagiati, bevendo senza limiti, fino allo stordimento. Poi si sarebbe incontrata con i pusher che bazzicano a pochi passi dalla basilica e con loro si sarebbe fatta qualche canna, peggiorando così le sue condizioni psicofisiche. Intorno all’alba avrebbe deciso di tornare a casa, nell’appartamento in cui abita con un’amica ma gli spacciatori non la mollavano e anzi l’avrebbero seguita fino al portone del condominio. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori - coordinati dal pubblico ministero Ciro Caramore - la ventenne sarebbe salita da sola ma una volta entrata nell’alloggio avrebbe dato segni di preoccupazione. Alla coinquilina avrebbe confidato il timore che i maghrebini, conoscendo il loro indirizzo, potessero tornare a importunarle così avrebbe deciso di scendere ancora per “depistarli”, per far credere loro cioè che la sua residenza fosse altrove. Sta di fatto che, trascorse le ore, la ventenne non era ancora rientrata e neppure rispondeva al telefono.
L’ALLARME
L’amica, fiutando qualcosa di inquietante, ha chiamato il 112. I carabinieri hanno avviato le ricerche sul territorio e nel frattempo hanno geolocalizzato il cellulare che risultava non essere lontano da quell’area. Subito si è accesa una lampadina: lì dietro c’è l’ex cotonificio Cantoni, edificio dismesso dal 2002, solo parzialmente recuperato con l’insediamento del supermercato. Un luogo fatiscente, occupato da senzatetto, da stranieri rimasti ai margini, da delinquenti di varia natura.
L’ARRESTO
Ed è lì che, tra sporcizia e abbandono, hanno trovato la ventenne ancora tra le grinfie del maghrebino, immobilizzata su un vecchio materasso pulcioso e sudicio, tumefatta, sconvolta, sotto shock. L’uomo è stato arrestato e portato in carcere a Busto Arsizio con l’accusa di violenza sessuale commessa con particolare brutalità e non da un’unica persona. Nei prossimi giorni l’indagato verrà interrogato dal gip Piera Bossi, intanto i militari continueranno le ricerche del complice o dei complici.
LO STABILE ABBANDONATO
L’aggressione ripropone con prepotenza l’esigenza di recuperare ciò che resta dell’azienda tessile. Un mese fa nello stabile era stato addirittura rinvenuto un cadavere in un seminterrato a circa cinque metri di profondità. Si trattava di un cinquantunenne albanese senza fissa dimora, che gli amici stavano cercando da luglio, da quando cioè si erano perse le sue tracce. L’uomo era forse alla ricerca di un rifugio dove trascorrere la nottata e nel buio non si sarebbe accorto di una botola che conduceva nello spazio sottostante.
Un’idea c’è ed è stata presentata dai privati attraverso la richiesta del permesso di costruire alloggi di edilizia sociale. Una settantina di nuovi appartamenti, a cui se ne aggiungerebbero altrettanti realizzati per conto della municipalità. E il livello di degrado prodotto dall’ex cotonificio impone tempi celeri.
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