INSICUREZZA
Studentesse inseguite, negozi che “scappano”: via Como inquietante
Dopo il caso della strada bloccata per girate un video, affiorano testimonianze e denunce che raccontano la situazione di disagio
«Studiare in via Como comporta situazioni sgradevoli e talvolta pericolose negli orari serali». Lo hanno dichiarato i ragazzi dell’Associazione Studenti Varese e Provincia (Asvp) descrivendo il degrado quotidiano e il costante confronto con i balordi che bivaccano nella zona. Il quadro è preoccupante: si va dalle incursioni nello Spaziogiovani da parte di persone moleste o in cerca di sigarette, alle violente liti in strada - talvolta con l’uso di coltelli - fino ai vandali che rompono gli specchietti delle auto.
La paura
Le studentesse hanno paura a rincasare (alcune sono state vittime di catcalling e, in alcuni casi, persino inseguite). Tra l’altro, la richiesta di avere un cancello automatizzato per lo Spaziogiovani è rimasta inascoltata nei mesi. Al di là dell’episodio di giovedì scorso, quando un rapper ha bloccato la via intorno alle 18 senza alcuna autorizzazione per girare un videoclip, la percezione di insicurezza è costante. Ogni giorno gruppi di stranieri stazionano sulla via, spartendosi il territorio in base alla nazionalità e occupandolo dalla chiusura delle scuole fino a notte fonda, trasformando spesso le aiuole in discariche o in servizi igienici a cielo aperto.
Nonostante l’invito di Filippo Maroni, responsabile del progetto di inclusione Happiness, a non etichettare frettolosamente i giovani del videoclip di giovedì come “maranza” o “baby gang”, in via Como c’è innegabilmente un’emergenza sicurezza.
Poca luce
Spaccio e degrado sono agevolati dalla scarsa illuminazione. La vicinanza con le stazioni favorisce frequentazioni poco rassicuranti. Anche la conformazione urbana non aiuta: il vicolo che collega via Como a piazza XX Settembre è spesso usato come nascondiglio o via di fuga, e questo nonostante sia stato installato un cancello per chiudere il passaggio in alcune fasce orarie. La vegetazione e la storica balaustra davanti alla scuola Mazzini (vincolata dalle Belle Arti e quindi inamovibile nonostante le richieste avanzate anni fa) offrono ulteriori punti di appoggio e riparo per chi passa le ore nell’ombra.
Le forze dell’ordine
Le forze dell’ordine sono a conoscenza delle criticità ed effettuano blitz periodici, ci sono state identificazioni, ma l’effetto è temporaneo: poco dopo, la situazione torna quella di sempre. Per tentare di riqualificare l’area, il Comune ha investito sullo Spaziogiovani e su iniziative di “street art”. Tuttavia, la presenza degli studenti e il contributo degli artisti non sono bastati a rendere più bella e sicura la zona. Nel frattempo, il tessuto commerciale soffre: negli anni hanno abbassato la saracinesca insegne come Il Civico 10, l’antiquario, la confetteria Leva e il laboratorio di Zamberletti.
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