ROMA
Uil, per Tari iniquità e aumenti continui. Costa in media 350 euro
(ANSA) - ROMA, 03 FEB - La gestione dei rifiuti, in Italia,
continua a rappresentare una delle più evidenti contraddizioni
dei servizi pubblici locali. Da anni, infatti, in molti comuni,
si registrano evidenti iniquità territoriali e un costante
aumento della Tari (la tassa sui rifiuti), mentre rimangono
irrisolte la carenza di impianti di raccolta e trattamento
insieme al ricorso allo smaltimento in discarica, con livelli
poco soddisfacenti di differenziazione dei rifiuti e recupero
delle risorse.
È quanto segnalato dallo studio svolto dal Servizio stato
sociale, politiche fiscali e previdenziali, immigrazione della
Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo in merito
al carico fiscale della Tari sui contribuenti italiani dal 2020
ad oggi.
Nelle Città Metropolitane, la tassa sui rifiuti pesa per 518
euro all'anno a nucleo a Genova; a Napoli per 499 euro; a Reggio
Calabria per 494 euro; a Catania per 483 euro; a Bari per 435
euro; a Cagliari per 412 euro; a Venezia per 385 euro; a Palermo
per 373 euro; a Torino per 365 euro; a Roma per 334 euro; a
Firenze per 332 euro; a Messina per 315 euro; a Milano per 294
euro e a Bologna per 236 euro.
Nel 2025 - si legge in una nota del sindacato - a fronte di
una media nazionale di 350 euro, il costo maggiore si registra a
Pisa con 650 euro medi l'anno a nucleo; a Brindisi si versano
529 euro; a Pistoia a 524 euro; Trapani a 521 euro; a Genova 518
euro; a Barletta 517 euro; a Taranto 509 euro; a Agrigento 500
euro; a Napoli 499 euro e a Reggio Calabria 494 euro. Si paga
decisamente meno a La Spezia 180 euro l'anno a nucleo; a Novara
e Belluno 204 euro; a Fermo 205 euro; a Brescia 208 euro; a
Cremona e Trento 217 euro; ad Ascoli Piceno 218 euro; a Vercelli
220 euro e a Pordenone 222 euro. (ANSA).
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