ROMA
Uno studio identifica venti nuove opere di Michelangelo
(ANSA) - ROMA, 20 FEB - Venti nuove opere di Michelangelo
Buonarroti, finora poco note o di autenticità incerta, sono ora
state ricollegate all'artista rinascimentale. È, come riportato
dal Messaggero, il risultato del lavoro della ricercatrice
indipendente romana Valentina Salerno, che nello studio
"Michelangelo gli ultimi giorni" ha ricostruito l'ultimo periodo
di vita di Buonarroti confrontando decine e decine di documenti
provenienti da diversi archivi italiani e stranieri per arrivare
a scoprire che Michelangelo non avrebbe distrutto le centinaia
di bozzetti, disegni, sculture e disegni che aveva nella sua
casa romana, come a lungo si è creduto.
Piuttosto, l'artista affidò ad allievi e amici il compito di
mettere in salvo le sue opere in un luogo segreto. "Uno dei
documenti ritrovati descrive l'esistenza di una stanza in cui
vennero nascosti dei beni", spiega la ricercatrice alla testata
romana, "che conteneva materiale tanto prezioso da prevedere un
sistema di chiavi multiple per la sua apertura". Ma che comunque
"è vuota da oltre 400 anni". Parte così la caccia alle opere
disperse di Michelangelo, che ora saranno più facilmente
riconducibili a lui.
La ricerca di Salerno è stata sostenuta dai Canonici Regolari
Lateranensi del Santissimo Sacramento e dal professore Michele
Rak e intercettata dal cardinale arciprete della basilica di San
Pietro, Mauro Gambetti, il quale ha dato vita a un comitato
scientifico composto da grandi esperti provenienti dai maggiori
musei del mondo e che ha lavorato persino durante il Conclave.
L'asta del cinque febbraio da Christie's, a Londra, dove è
stato venduto il bozzetto del piede della Sibilla Libica, ha
visto gli storici della casa d'aste seguire la stessa traccia di
attribuzione individuata da Salerno, la quale sostiene di aver
"avuto un tuffo al cuore" nel vedere la notizia. (ANSA).
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