COMMERCIO
Shopping natalizio sottotono: «Colpa di black friday e viabilità»
I risultati a Varese e in provincia, l’analisi di Confesercenti: «Buone presenze solo in poche vie»
Il Natale è stato sotto le aspettative per il commercio e Confesercenti fa appello alla Regione per rivedere le regole sulle promozioni. «A Varese e in provincia, le vendite di Natale sono risultate penalizzate e frammentate, anche a causa dell’anticipazione degli acquisti legata al Black Friday, che ha assorbito una quota significativa della spesa delle famiglie già tra fine novembre e inizio dicembre - si legge di un comunicato di Confesercenti Varese - . A questo si sono aggiunte criticità legate alle scelte urbanistiche e viabilistiche locali, che in diversi casi hanno reso più difficoltoso l’accesso ai centri urbani e alle aree commerciali di prossimità. Tra cantieri, modifiche alla viabilità, riduzione dei parcheggi e congestione del traffico, molti operatori segnalano un calo dei flussi pedonali, soprattutto nei giorni chiave del periodo pre-natalizio».
Tirando le somme
«Il risultato - sottolinea Rosita De Fino, direttore di Confesercenti - è stato un Natale meno performante del previsto per molti esercizi di vicinato, nonostante l’impegno degli operatori e le iniziative sul territorio». Confesercenti Varese sottolinea come, da un lato, «le città abbiano registrato una buona presenza di persone, soprattutto nei giorni clou delle festività»; dall’altro come «queste presenze si siano concentrate in poche vie e in aree ben delimitate del centro, lasciando escluse ampie porzioni della città e numerosi esercizi commerciali». «C’è stata sicuramente partecipazione - dichiara Sara Calzoni rappresentante di Fismo Confesercenti - ma non una reale distribuzione dei flussi».
La proposta dell’associazione
In un quadro complesso, Confesercenti di rivedere le regole sulle promozioni. «In Lombardia - sottolinea Rosita De Fino - la normativa regionale prevede il divieto di promozioni nei 30 giorni precedenti l’avvio ufficiale dei saldi. Tuttavia, nella pratica, il mercato si è già spostato verso una stagione promozionale continua, che inizia a novembre e prosegue senza interruzioni fino a gennaio». Il risultato è un quadro sempre meno chiaro per i consumatori e sempre più penalizzante per il commercio tradizionale, che vede svanire la funzione dei saldi come momento ordinato, riconoscibile e realmente attrattivo. «In una provincia come Varese, caratterizzata da una rete diffusa di negozi di vicinato, centri urbani e realtà commerciali di prossimità, la perdita di significato dei saldi rischia di avere ricadute economiche e sociali rilevanti: riduzione dei margini, difficoltà nella programmazione delle vendite, maggiore squilibrio competitivo rispetto ai grandi operatori», continua De Fino.
Più concretezza
Per questo Confesercenti ha già chiesto all’assessore Regionale Guido Guidesi con forza una revisione complessiva delle regole sulle promozioni. «È necessario - evidenzia l’associazione - rendere le norme più chiare, omogenee e realmente applicabili, per garantire concorrenza leale, trasparenza per i consumatori e tutela del pluralismo distributivo». L’obiettivo della Confesercenti non è limitare la libertà di mercato, ma «ricostruire un perimetro regolato che restituisca valore ai saldi di fine stagione e permetta alle imprese del commercio di operare in condizioni eque». «Perché - conclude il direttore - difendere i saldi significa difendere il ruolo economico e sociale del commercio di prossimità».
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