BABY GANG
A Gallarate, in fuga dalla comunità
Sarebbero dovuti essere in una comunità protetta come disposto dal tribunale dei minori di Milano, ma sono evasi. Sono i ragazzi terribili che non riconoscono alcuna autorità, tre dei quattro teenager della baby-gang smantellata il 3 dicembre, un gruppetto che ha seminato il terrore tra i ragazzini tra rapine e aggressioni.
Nei giorni scorsi sono tornati in zona di fatto evadendo dalla comunità, uno di loro ha anche usato lo smartphone e il profilo social che ha poi cancellato. Ora due di loro sono stati trovati a Gallarate dai carabinieri e riportati nella struttura indicata dal magistrato.
Sono gli stessi che all’inizio di dicembre erano stati colpiti da un’ordinanza di custodia cautelare di collocamento in comunità, emessa dal gip del tribunale dei minorenni di Milano per i reati di concorso in rapina e lesioni aggravate. Quindi avrebbero dovuto restare chiusi e non di certo a spasso, ma hanno deciso di trasgredire. Due sono tornati in città dopo essere stati in giro tra Bergamo e Brescia. Sembra che non si siano fatti vedere dalle famiglie, i militari infatti li hanno trovati nei luoghi che frequentavano prima dell’arresto e hanno eseguito la nuova ordinanza di custodia emessa dal gip. Da oltre un anno ormai questi giovanissimi sono sorvegliati speciali, in particolare due, che alla luce delle indagini sono risultati coinvolti - addirittura figurando tra gli organizzatori - della rissa che l’8 gennaio 2021 accese i riflettori nazionali sulla città.
Le forze dell’ordine sono state impegnate in indagini, identificazioni e analisi, scandagliando ogni angolo della città, studiando profili social e ascoltando i ragazzi in modo da ricostruire lo scenario e gli attori. Nel frattempo i quattro teen ager hanno iniziato a pestare e rapinare i coetanei per appropriarsi di un apple watch, AirPods, una catenina d’oro e un monopattino (poi restituito). Due episodi diversi dove le vittime erano coetanei che si trovavano in pieno centro, nei pressi di una gelateria non lontana dal torrente Arnetta e vicino al liceo scientifico Sacro Cuore. Grazie a vittime, genitori e anche un testimone che ha dato informazioni dettagliate ai carabinieri, è stato possibile identificare i quattro ragazzi.
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