SERIE A
Questa Varese rischia davvero?
Rispetto al match con Reggio Emilia a Mestre si è vista una squadra da battaglia
L’Openjobmetis rischia davvero di pescare la pagliuzza più corta nella bagarre salvezza che coinvolge almeno altre 4 squadre? L’ultimo posto dopo lo stop di Venezia - l’ottavo nelle ultime 9 gare, unica eccezione, escludendo ovviamente Roma, l’acuto esterno di Trento - sia pure in coabitazione con Cantù, Fortitudo Bologna e Trieste (che però ha 3 partite da recuperare) non fa certamente dormire sonni tranquilli all’ambiente biancorosso. L’indicatore più negativo è quello della tenuta difensiva: gli 87,4 punti di media concessi da Varese - terzultima in assoluto in serie A - sono decisamente troppi, indice del rovescio della medaglia della qualità offensiva di Scola, che a 40 anni non può certo reinventarsi né atleta né mastino per proteggere l’area colorata. Certamente l’OJM versione 2020/21 ha manifestato qualche squilibrio tecnico, acuito dalle lunghe assenze di De Vico e Ferrero e dalla sfortunaccia nera che ha bruciato il jolly Jones.
E la necessità di aumentare il volume nel pitturato tra difesa e rimbalzi è quella che sta inducendo l’area tecnica biancorossa a verificare alternative più esplosive ed atleticamente impattanti rispetto ad Anthony Morse - o a chiedere maggiore impatto all’ex Mantova ed Imola, comunque in crescita a Venezia al di là degli atavici problemi di falli - al termine del girone d’andata. Però gli spunti forniti al Taliercio sono di segno totalmente opposto rispetto al rovinoso tracollo del secondo tempo contro Reggio Emilia: lo dimostra il fatto di essersi giocati la vittoria fino all’ultimo minuto contro una big nella serata in cui i big Scola e Douglas hanno combinato per un complessivo 6/24 dal campo.
Insomma l’aggiunta di un esterno con vigore atletico e punti nelle mani parrebbe aver sbloccato l’eccessiva dipendenza dell’Ojm dai suoi due ex Nba; c’è da affinare l’intesa tra i singoli e i meccanismi di squadra, evitando quelle scelte affrettate che negli ultimi 120 secondi iniziati sul meno 1 hanno vanificato il lavoro difensivo di squadra necessario per la rimonta. Certamente toccherà a coach Bulleri trovare le giuste alchimie e le giuste gerarchie per un roster con 5 esterni puri di cui 4 potenziali costruttori di gioco (Ruzzier, De Nicolao, Douglas, Jakovics e Beane), uno dei quali dovrà sacrificarsi spesso nell’assetto con 3 piccoli. Più 3 ali frontali adattabili da secondi lunghi come Strautins, De Vico e Ferrero e due lunghi da far coesistere di più e meglio (falli permettendo di Morse...) come Scola e il suo sostituto statunitense.
La Varese anti Reggio Emila rischiava seriamente la retrocessione, l’OJM del Taliercio ha le stimmate della squadra da battaglia per centrare il traguardo salvezza. A patto di “pulire” la manovra offensiva da qualche sbavatura evitabile, ed aumentare il volume atletico a centroarea, laddove comunque gli assetti con 3 piccoli e un secondo lungo frontale non sono stati travolti a rimbalzo. A Mestre è iniziato un nuovo campionato per una “Bullo’s Band” più dinamica ed aggressiva? È l’auspicio di tutti, però ora servono punti: battere Treviso - squadra votata all’attacco ma peggior difesa della A - e chiudere il 2020 col sorriso è l’unica via per evitare lo psicodramma dell’ultimo posto a Capodanno...
© Riproduzione Riservata


