LONDRA
Bufera in ong anti-aids fondata da Harry, principe querelato per 'diffamazione'
(ANSA) - LONDRA, 10 APR - Nuova grana per il principe ribelle
Harry e, indirettamente, per la famiglia reale britannica. Il
secondogenito di re Carlo III e della compianta Lady Diana
risulta infatti essere stato querelato per presunta
"diffamazione" dinanzi all'Alta Corte di Londra da
un'associazione benefica per la lotta alla diffusione dell'Aids
fra i bambini dell'Africa australe da lui stesso a suo tempo
co-fondata nel ricordo dell'impegno caritativo di sua madre.
La denuncia, depositata nelle ultime ore, come visionato
da vari media del Regno Unito nella cancelleria del tribunale,
ha a che fare con una disputa accesasi l'anno scorso fra il
principe e il consiglio di amministrazione della stessa ong,
denominata Sentebale. Organizzazione che il figlio cadetto di
re Carlo - protagonista nel 2020 di un traumatico strappo da
casa Windsor sfociato nel trasferimento in America con la
consorte Meghan - aveva lasciato polemicamente a inizio 2025:
dimettendosi dal ruolo di patrono assieme al principe ereditario
del Lesotho dopo aver rivolto accuse di cattiva gestione al
management e alla presidente esecutiva Sophie Chandauka.
Quest'ultima aveva reagito negando tutto e
contro-accusando il duca di Sussex e i suoi fedelissimi di
"bullismo". Da qui, l'avvio di un'inchiesta amministrativa della
Charity Commision britannica, organo di sorveglianza sulle
attività delle associazioni di beneficenza, che ad aprile
dell'anno passato aveva poi chiuso il fascicolo muovendo
rimproveri formali ad entrambe le parti, ma assolvendo tutti
sulle contestazioni sostanziali contrapposte. Ed escludendo in
particolare i sospetti di bullismo o di misoginia evocati
pubblicamente dalla presidente nei confronti di Harry.
Conclusione 'salomonica' che evidentemente non accontenta il
cda presieduto da Chandauka, il quale risulta essersi ora
rivolto alla giustizia ordinaria. Con una denuncia in sede
civile per "diffamazione e danno alla reputazione", su cui i
giudici devono ancora pronunciarsi, avanzata nei confronti sia
dei principe sia di un ex fiduciario a lui vicino, Mark Dyer.
(ANSA).
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