LA MISURA
Limido, lavori utili al cimitero fino al 25 aprile
Il presidente dei Do.Ra. deve scontare otto mesi di pena alternativa al carcere. Sarà impegnato in pulizie e manutenzione a Bodio Lomnago

Da lunedì 25 agosto Alessandro Limido, presidente della Comunità militante dei Dodici Raggi, ha cominciato a scontare con lavori socialmente utili la pena alternativa alla detenzione stabilita dal magistrato di sorveglianza. L’Uepe, l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna, sempre lunedì ha definito infatti le modalità: otto mesi di attività nei cimiteri di Bodio Lomnago, il paese in cui Limido vive, tra pulizie e interventi di manutenzione. Gli otto mesi decorreranno dunque da questa settimana e termineranno il prossimo 25 aprile, data che non passa inosservata visti il caso e il soggetto. «Togliermi Do.Ra. è come togliermi la famiglia... Per il resto sarà quello che dovrà essere», commenta Limido.
NESSUN CONTATTO CON I DO.RA.
Le prescrizioni restano rigide. Limido, 45 anni, non potrà uscire di casa dopo il tramonto e fino all’alba e dovrà mantenere contatti costanti con l’Uepe. Resta inoltre il divieto di frequentare pregiudicati, indagati e imputati, e non potrà partecipare a incontri, manifestazioni o riunioni del gruppo di estrema destra che guida da anni e che ha la sua sede ad Azzate. Limitazioni che comprendono anche le frequentazioni private: ambienti e persone legati all’associazione, già finita nel mirino della Digos e del Ros, gli restano preclusi.
LA DECISIONE DEL MAGISTRATO
La misura arriva dopo un percorso giudiziario che si era definito nel 2024. A Limido era stato notificato l’ordine di esecuzione di una pena di un anno e mezzo di reclusione per tre condanne: apologia di fascismo, manifestazione non autorizzata e porto abusivo di armi. La Corte d’appello, in sede di incidente di esecuzione, aveva poi ricalcolato la pena riducendola a otto mesi, riconoscendo la continuazione. Il difensore, l’avvocato Gabriele Bordoni, aveva quindi chiesto l’affidamento in prova ai servizi sociali, ottenuto dal magistrato di sorveglianza. Da metà agosto era stato reso noto che l’Uepe avrebbe dovuto stabilire la tipologia dei lavori, ipotizzando un impiego nei cimiteri. Lunedì la decisione è diventata operativa e per Limido è cominciata una routine destinata a durare fino alla prossima primavera, che gli permetterà comunque di continuare a lavorare.
A GIUGNO IL BLITZ DELLE FORZE DELL’ORDINE
Nei mesi scorsi, i Do.Ra. erano stati al centro di un’inchiesta della Procura di Varese per apologia del fascismo e propaganda discriminatoria. A giugno, nel corso di un blitz, erano stati sequestrati bandiere con svastiche e fasci littori, stendardi, libri di matrice nazista, mazze e pugnali. Sul canale Telegram del gruppo, subito dopo la notizia della misura alternativa, i militanti avevano inviato un messaggio di sostegno al loro presidente: «Otto mesi passano in fretta e sono soltanto una goccia del tuo sangue che è il sangue di tutti noi».
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