GLI EX
Vannacci non sarà come Pivetti
Le precedenti fuoriuscite e le differenze con quella del generale. Ecco il possibile contraccolpo per Salvini
La storia insegna che chi sbatte la porta della Lega fa poca strada politica. In principio era stata Irene Pivetti che, da presidente della Camera nel ’96, aveva criticato duramente la linea secessionista di Umberto Bossi. Inevitabile l’espulsione e quindi l’errare ramingo, da Italia Federalista a Rinnovamento Italia, passando per l’Udeur. Una fine (politica) incolore per la leghista in tailleur. L’elenco dei fuoriusciti o scaricati eccellenti annovera anche l’ex ministro Roberto Castelli – suo il sopralluogo ai Duni 25 anni fa per la costruzione del nuovo carcere di Varese – e l’ex sindaco di Verona Flavio Tosi che mezzo Veneto vedeva addirittura come successore, un giorno, di Umberto Bossi. Tre nomi, ma l’albo degli ex che non hanno poi sfondato è lungo e assortito. E soprattutto in costante aggiornamento.
L’ultimo caso è forse il più eclatante, anche della Pivetti: il generale che ha girato il suo esercito. Roberto Vannacci che ha abbandonato i piani alti della Lega (era vice segretario, sedeva alla destra di Matteo Salvini) e si è subito ricollocato politicamente col suo nuovo movimento Futuro Nazionale, di cui è in atto un comitato costituente anche a Varese. La storia insegna. Ma i tempi e gli interpreti sono cambiati. Bossi, che aveva fatto terra bruciata alla Pivetti, era una sentenza, un presagio, un sortilegio. L’attuale leader della Lega, Matteo Salvini, che dà del traditore al generale, non ha lo stesso effetto demolitorio.
La storia insegna. Ma Vannacci è salito sul Carroccio a furor di popolo, ovvero forte di un consenso personale a sei cifre. Un tesoretto che non sembra al portatore: probabile che quei voti seguano il generale nella sua nuova avventura. Quello che insegna la storia è non dare nulla per scontato in battaglia. E lo strappo di Vannacci al momento è una dichiarazione di guerra. Alla Lega, certo, ma non solo. I primi sondaggi sulla consistenza elettorale del nuovo movimento - Futuro Nazionale - parlano di una forbice tra il 3,6% (sondaggio You Trend) e 4,2% (Swg). E da qualche parte arrivano. Sarebbero voti strappati a Lega e Fratelli d’Italia (tra l’1,2 e l’1,4% a ciascuno dei due) e solo in via residuale attinti al pozzo dell’astensionismo.
La storia insegna. Ma il caso di Vannacci è diverso: ha una sua connotazione, non è la copia che s’illude di sfidare l’originale. In altre parole: il generale di leghista aveva poco e ancora meno lo sarà d’ora in poi. Brucando tuttavia la stessa erba sui macro-temi della sicurezza e dell’immigrazione, Salvini deve prepararsi al contraccolpo. Anche se la contabilità elettorale è doppia: da un lato le uscite, dall’altro le maggiori entrate. Proviamo allora a contarli: i voti in più senza il fardello del generale compenserebbero quelli persi? Qualche perplessità resta.
La storia insegna. Ma Vannacci è un problema per tutta l’ala destra della coalizione. La prova dai sondaggi prima citati; anche i meloniani non possono sentirsi al riparo. Il generale non sarà un desaparecido; il limite semmai è quello di non avere ancora una solida struttura territoriale. Ma può solo crescere se l’informazione gli darà ancora spazio e se lui saprà prenderselo.
La storia insegna. Ma la sfiducia crescente verso la politica, potrebbe premiare un cane sciolto e dalle posizioni estreme come il Vannacci autonomo. All’epoca dello scontro Bossi-Pivetti invece, i solitari e fuori dagli schemi di partito non andavano per la maggiore.
La storia insegna. Ma nella giostra degli autoscontri, Vannacci si diverte, va all’attacco, non è un Castelli o un Tosi che - nella fase post strappo - pensavano di argomentare dalla cabina della ruota panoramica. Per questo, il partito di Salvini deve cominciare a ragionare su una strategia che riduca al minimo l’emorragia Vannacci. E la questione vale anche sui territori. Se Futuro Nazionale dovesse presentarsi l’anno prossimo a Varese, Gallarate e Busto Arsizio con propri candidati sindaco, come sarebbe al primo turno per il centrodestra? Lo si è visto in altri Comuni del Varesotto dove le divisioni hanno fatto disastri elettorali. E lì sì la storia insegna.
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PIANETA LEGA
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