L’INTERVISTA
«Se una donna dà fastidio va offesa. Con me è inutile»
Stefania Bardelli, la “Bersagliera”, ex del movimento di Vannacci, risponde agli insulti sui Social. «Giudicatemi per le idee, non per l’abito»
Ora, parlo io. Stefania Bardelli, l’ex bersagliera, già alfiera del vannaccismo in terra varesina, dopo aver mollato al suo destino il generale, ora europarlamentare leghista, e rilanciato il “suo” Movimento Angelo Vidoletti in vista delle comunali della Città Giardino del 2027, denuncia i sempre più frequenti post a sfondo misogino che punteggiano i canali social del gruppo che prende il nome dal tenente bersagliere varesino morto ventunenne nella campagna di Russia nel 1941.
Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire. In questa Italia sin troppo incarognita, la deriva sessista è sotto gli occhi di tutti. Tanto che viene da chiedersi come facciamo a contrastare la violenza sulle donne, se gli insulti (e dintorni) alle donne arrivano anche dalla politica?
«Emblematico il caso del sindaco di Gallarate Andrea Cassani che in un post mi ha invitato a indossare abiti di paillette per le cene di Natale e stare serena. Queste parole non sono una battuta né un’uscita infelice: sono un atto di sminuimento sessista. È un modo consapevole di dire che, in quanto donna, il mio posto non è nel dibattito pubblico, ma nell’apparenza», attacca la “Bersagliera”.
UN MESSAGGIO A TUTTE
«È grave che questo linguaggio arrivi da chi ricopre un ruolo istituzionale, di sindaco e segretario di provinciale di partito. Non è solo un attacco a me: è un messaggio rivolto a tutte le donne che osano esprimere un’opinione, criticare, partecipare alla vita politica. Il sottotesto è chiaro: se una donna disturba, la si ridicolizza, la si umilia, la si ricaccia in uno stereotipo sessista invece di confrontarsi sul merito. Il confronto democratico richiede rispetto…» spiega Stefania Bardelli. Rispetto che non le ha riservato la folla di leoni da tastiera frequentatori dei social locali dopo il lancio a Varese del suo nuovo Movimento fasciata da un tubino tricolore. Una sfilza di commenti pecorecci e sessisti.
GIUDICATA DALL’ABITO
«Domando: ma perché vi fermate al mio outfit e non ascoltate le mie dichiarazioni? Posso accettare la critica sui contenuti, che mi dicano pure che sono un asino, ma non che si arroghino il diritto di giudicarmi per quello che indosso. Siamo nel 2025: ancora con questi stereotipi?», osserva Stefania Bardelli.
Leggi l’articolo completo sulla Prealpina di sabato 27 dicembre
© Riproduzione Riservata


