NON SOLO STUDIO
L’università ha fame di spazio
L’Insubria torna in centro. La rettrice: «Non ci fermiamo»
La ricerca continua. Quella di spazi in centro da parte dell’Università dell’Insubria che da settembre approderà nell’edificio prestigioso della Camera di commercio. La Facoltà di Giurisprudenza si trasferisce da Bizzozero al cuore della città. Un passo importante ma non l’unico che verrà compiuto per sdoppiare il baricentro dell’ateneo insubre. «Continuiamo nella ricerca di aule in centro, perché soltanto così l’università può crescere insieme con Varese». La rettrice Maria Pierro, che a Como lunedì ha inaugurato il 28esimo anno accademico, sottolinea che l’ateneo non si vuole fermare al primo risultato raggiunto, quello ottenuto (manca solo l’ufficialità delle firme e qualche dettaglio) grazie alla disponibilità della Camera di commercio che ha messo a disposizione parte dei suoi spazi in un immobile e in un luogo simbolici.
«Grazie a Vitiello»
Merito della lungimiranza del presidente dell’ente camerale, Mauro Vitiello, cui la rettrice riconosce la capacità di avere compreso quanto sia importante per l’Insubria mettere radici anche in piazza Monte Grappa. «Non posso che dire grazie al dottor Vitiello per questa possibilità di fare tornare l’università all’interno della città - dice la rettrice - . Stiamo arrivando alla definizione dei locali a nostra disposizione e adotteremo una soluzione transitoria già da settembre 2026 per spostare tutti e cinque gli anni di corso». Vanno fatti alcuni lavori di adeguamento per accogliere gli studenti e i docenti. La ristrutturazione sarà a carico dell’ente camerale, gli arredi e quanto serve per fare lezioni universitarie saranno invece a carico dell’università.
«Grande appoggio»
«Sento il sostegno del territorio, sento il sostegno della Camera di Commercio e della Provincia, la collaborazione con Mauro Vitiello e Marco Magrini è enorme e apprezzo l’appoggio dell’amministrazione comunale che però ha le mani legate rispetto ad alcune richieste». La rettrice si riferisce all’ipotesi lanciata nei mesi scorsi di acquisire aule per l’università all’interno dell’ex Caserma Garibaldi. «Non credo ci siano spazi nella caserma ma in città vi sono aree dismesse che possono essere recuperate, realtà che potrebbero avere in futuro destinazioni diverse». Dunque «la ricerca continua».
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