LA POLEMICA
«Via la bandiera palestinese al passaggio della Fiamma olimpica»
Lettera del centrodestra a sindaco e prefetto di Varese
Fiamma olimpica a Varese, polemica sulla bandiera palestinese: lettera del centrodestra a Prefetto e sindaco.
La fiamma olimpica oggi a Varese, in un clima che unisce entusiasmo sportivo e tensione politica. Alla vigilia dell’evento, una lettera firmata da Barbara Bison, a nome di tutto il centrodestra varesino, è stata inviata al prefetto Salvatore Pasquariello e al sindaco Davide Galimberti per chiedere la rimozione della bandiera palestinese attualmente esposta sul balcone di Palazzo Estense.
La bandiera è stata issata il 5 settembre scorso, come comunicato ufficialmente dal Comune di Varese sui propri canali social, «in segno di vicinanza al popolo di Gaza» e per ribadire la richiesta di un cessate il fuoco immediato e dell’arrivo di aiuti umanitari. Una scelta che, fin da subito, ha suscitato reazioni e prese di posizione contrapposte.
Nel documento inviato alle autorità, il centrodestra sottolinea come il passaggio della fiamma olimpica rappresenti un momento di unità, pace e neutralità, valori fondanti dello spirito olimpico riconosciuti anche dalla normativa vigente. Proprio per questo, secondo i firmatari, l’esposizione di una bandiera legata a un conflitto internazionale rischierebbe di snaturare il significato simbolico dell’evento e di trasformarlo in un’occasione di divisione.
La lettera richiama il DPR 121/2000, che disciplina l’esposizione delle bandiere sugli edifici pubblici, evidenziando come la bandiera palestinese non rientri tra quelle previste dalla legge in occasione di manifestazioni ufficiali. Il centrodestra ribadisce di non voler entrare nel merito del conflitto in Medio Oriente, ma di ritenere che il Palazzo comunale debba mantenere una posizione di assoluta neutralità istituzionale, soprattutto in un momento di rilevanza internazionale come quello olimpico. «Le Olimpiadi – si legge nel testo – coinvolgono atleti di tutto il mondo e rappresentano la competizione e l’unione di tutti i continenti, simboleggiando pace, fratellanza e unità tra i popoli».
Da qui la richiesta di un gesto ritenuto di rispetto nei confronti dei cittadini e del messaggio universale della fiamma.
Oggi Varese accoglierà il passaggio della torcia olimpica, evento atteso e carico di significato. Resta ora da capire se l’appello del centrodestra troverà ascolto da parte dell’amministrazione comunale o se la bandiera resterà esposta, mantenendo aperto un dibattito che va oltre lo sport e tocca il ruolo delle istituzioni nei conflitti internazionali.
LA REPLICA: «PROVOCAZIONE»
Il dibattito politico attorno a Palazzo Estense resta acceso. Dopo la richiesta del centrodestra di rimuovere la bandiera palestinese dal balcone del Comune, arriva la replica del collettivo “Da Varese a Gaza”, che difende la scelta e respinge ogni passo indietro. In un comunicato diffuso proprio nelle ore del passaggio della fiamma, il collettivo parla di una richiesta «provocatoria» e ribadisce che le Olimpiadi non possono essere ridotte a un rituale di neutralità formale. «La neutralità – sostengono – di fronte a una tragedia di queste dimensioni rischia di diventare indifferenza». Secondo “Da Varese a Gaza”, la bandiera palestinese esposta a Palazzo Estense non snatura il messaggio olimpico, ma lo rafforza, richiamando i valori di pace, giustizia e fratellanza tra i popoli. Il collettivo contesta anche il richiamo al DPR 121/2000, definito un formalismo giuridico utilizzato per mettere a tacere un gesto simbolico di solidarietà. Nel comunicato viene ricordato che il Consiglio comunale di Varese ha approvato una mozione a sostegno del riconoscimento dello Stato di Palestina e che l’esposizione della bandiera rappresenta una presa di posizione politica e umanitaria condivisa da una parte significativa della cittadinanza. «Non è una bandiera a svuotare di senso le Olimpiadi – scrivono – ma il tentativo di nascondere i conflitti anziché avere il coraggio di guardarli in faccia». Parole che accompagnano il passaggio della torcia e tengono vivo un confronto che, anche oggi, corre parallelo alla festa sportiva.
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